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20 luglio 2021

"Sono pesante" di Susanna Casciani


Sono pesante. Non lascio perdere.

È che mi sembra tutto-tutto-tutto importante. Magari mi sbaglio, magari non è vero, magari niente è veramente degno di nota, degno di tempo, degno di attenzione.

Solo che io non ce la faccio, forse sono venuta al mondo per perdermi dietro a quei particolari che nessuno nota più, per dare spiegazioni che non interessano a nessuno, per fare caso a mondi che ad altri sembrano idiozie. Magari dovrei fare più attenzione al disegno, alla meta, al "grande" e non all’insignificante.

Oggi non interessa a nessuno se mentre stavi andando a lavoro hai visto un prato di cui non ti eri mai accorto, l’importante è che tu arrivi.
Oggi non importa a nessuno se un giorno ti sei svegliato e hai sentito la necessità di indossare cinque colori diversi solo per mostrarti più allegro, per non morire dentro. L’importante è che tu faccia quello che devi.

Sono pesante, sono permalosa.

Non ricordo date, non ricordo le capitali, non ricordo i nomi dei più grandi artisti di tutti i tempi. Non ricordo i nomi delle strade e non ricordo mai che lavoro fa la gente.
Ricordo bene se qualcuno mi ferisce, però. Ricordo bene se qualcuno ha gli occhi tristi, o se li ha pieni di gioia infinita.

Ho sempre paura di essere fraintesa, è vero. È che credo, credo fermamente, che tutto questo pressapochismo, tutta questa "leggerezza" di cui in tanti dicono di aver bisogno, tutto questo "ne riparleremo poi", tutto questo "le cose stanno così, pace!" non faccia per me.

Io sanguinerei, mi farei sanguinare le labbra pur di essere precisa in quello che dico e faccio.
Io, perché io so che basta una parola, una piccola parola a far piangere una persona per notti e notti intere.
Non io, io non lascio perdere. 
Io cercherò di far piangere meno persone possibili, perché sono i particolari ad uccidere.