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29 aprile 2023

Non si devono misurare gli animali col metro umano. 

Non si devono misurare 
gli animali 
col metro umano. 
Sono creature complete 
e finite,
 dotate di un'estensione 
dei sensi
che noi abbiamo perso 
o non abbiamo mai posseduto, 
e che agiscono in ottemperanza 
a voci che noi non udremo mai. 
Non sono confratelli, 
non sono subalterni; 
sono altre nazioni,
 catturate con noi nella rete 
della vita e del tempo, 
compagni di prigionia 
nello splendore 
e nel travaglio 
di questa Terra."

                  Henry Beston



28 aprile 2023

"Che sono io dunque?..." -  Jacques Maritain


"Che sono io dunque? Mi domandavo allora. 
Un professore? Non lo credo; ho insegnato per necessità. Uno scrittore? Forse. Un filosofo? Lo spero. 
Ma anche una specie di romantico della giustizia troppo pronto ad immaginarsi, a ogni combattimento, che fra gli uomini sorgerà senz'altro il giorno della giustizia come della verità. Forse sono anche una specie di rabdomante con l'orecchio incollato sulla terra, per captare il mormorio delle sorgenti nascoste, l'impercettibile fruscio delle germinazioni invisibili. 
E forse, come qualsiasi cristiano, nonostante le paralizzanti miserie e debolezze e tutte le grazie tradite di cui prendo consapevolezza alla sera della mia vita, sono anche un mendicante del cielo travestito da uomo del nostro secolo, una specie di agente segreto del Re dei Re nei territori del principe di questo mondo, un agente segreto che si assume i propri rischi a somiglianza del gatto di Kipling girovagante tutto solo".

dal libro " Ricordi e appunti"



25 aprile 2023

I comportamenti parlano di noi...


A volte è necessario fare un passo indietro e mettersi da parte. 
Far prevalere il buonsenso, essere discreti e restare in silenzio.

Lasciare l'esibizione e la mancanza di rispetto a chi, purtroppo, è solo persona grossolana e priva di tatto. 

Dicono che il garbo, l'educazione, il savoir-faire è "eleganza".
Si intende "eleganza dell'animo", una qualità che nasce con noi e traspare dalle proprie azioni.

Sono i comportamenti che parlano di noi. Sono i comportamenti che dimostrano chi siamo.



22 aprile 2023

"Tutte le poesie che non ho scritto" di Eric Pearlman

 


Tutte le poesie che non scritto,
tutti i quadri che non ho dipinto,
tutti i film che non ho diretto,
tutte le canzoni che non ho composto,
tutti i palazzi che non ho progettato,
tutte le vette che non ho conquistato,
tutti i drammi che non ho recitato,
tutti le fotografie che non ho scattato,
tutto quello che avrei voluto
e non sono riuscito a realizzare
sono il mio dono per Te.
Perché tutto quel tempo,
tutta quella fantasia,
tutta quella creatività,
tutta quella energia,
tutto quel tutto
l’ho messo a frutto per provare ad amare
le persone che mi hai posto accanto.
Non so se ci sono riuscito
ma quell’opera di amore invisibile agli uomini
è davanti ai tuoi occhi che vedono nel segreto.
E tu, nonostante tutti i miei peccati,
saprai farne qualcosa di bello
e di grande e di buono.
Tutto quel tutto
è la mia povera vita
che depongo nelle tue mani, Signore.

Amen.

 

21 aprile 2023

Giovanni Soriano - Malomondo - 2013


È curioso notare come in centinaia di milioni di anni tutte le specie animali apparse sulla terra, benché prive di razionalità, non abbiano mai causato al proprio ambiente naturale i medesimi danni e sfaceli di cui si è reso capace, invece, l’homo sapiens in questi ultimi secoli, da quando, cioè, ha preso in gestione il pianeta Terra con tutta la sua eccelsa abilità tecnica e tutta la sua straordinaria intelligenza.



16 aprile 2023

Tutta quella città... non si riusciva a vederne la fine...


Tutta quella città... non si riusciva a vederne la fine...
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
Era tutto molto bello, su quella scaletta... e io ero grande con quel bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi che sarei sceso, non c'era problema.
Non è quello che vidi che mi fermò, Max. Ãˆ quello che non vidi.
Puoi capirlo? Quello che non vidi... 
In tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine. C'era tutto.
Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. 
La fine del mondo.
Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.
Questo a me piace. In questo posso vivere.
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai... Quella tastiera è infinita.
Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. E sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voialtri laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna. Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n'è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? 
A viverla...
Io ci sono nato su questa nave. 
E vedi, anche qui il mondo passava, ma non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato a vivere in questo modo.
La Terra... è una nave troppo grande per me. È una donna troppo bella. 
È un viaggio troppo lungo. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare.
Non scenderò dalla nave.
Al massimo, posso scendere dalla mia vita. In fin dei conti, è come se non fossi mai nato.
Sei tu l'eccezione, Max. Solo tu sai che sono qui... e sei una minoranza. Non ti resta che adeguarti.
Perdonami amico mio, ma io non scenderò. 

Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento 
dal film "La leggenda del pianista sull'oceano" 
di Giuseppe Tornatore
1998 : data di uscita in Italia



11 aprile 2023

"Resta viva" di Susanna Casciani



Resta viva.
Non accontentarti.
Porta i tuoi occhi a fare una passeggiata, 
appena puoi.
Non rinunciare ai tramonti, alla speranza.
Accetta la sofferenza. Accetta la felicità. 
Accetta la forza che a volte ti pervade.

Non lasciarti schiacciare da quello che Ã¨ stato, da quello che non hai. Non farti portar via la gentilezza, la curiosità, la fantasia.
Continua a saltare nelle pozzanghere, se ti va.
Cambia pettinatura, cambia pelle. 
Cambia modo di vestirti e truccarti, cambia abitudini, amicizie, luoghi e sogni.
Cambia spesso, ma lotta fino alla fine per non perderti.

Abbi cura di te, soprattutto quando tornerai ad amare.
Abbi cura del modo in cui guardi gli altri.
Abbi cura del tuo amore, soprattutto adesso. Soprattutto quando non saprai a chi donarlo. 
Non gettarlo. Non sprecarlo. Tienilo da parte, ti servirà.

Piangi pure, piangi quando vuoi. Ricordati di farlo, ogni tanto.
Ricordati che la cura, se davvero ne esiste una, sono le persone.
Non dimenticarti di loro. Delle loro mani. Dei loro guai. Delle loro storie piccole ma grandiose.

Non precluderti niente solo perché potrebbe distruggerti. Non sparire. 
Resta, goditi lo spettacolo. Resta coraggiosa. Resta dolce. Testa alta, cuore in mano.


10 aprile 2023

Efesini 5,8-12


Efesini 5,8-12


8 Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 
9 il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 
10 Cercate ciò che è gradito al Signore, 
11 e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 
12 poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 


9 aprile 2023

Gesù risorto


Giovanni 20, 1-23


1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 
2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". 
3 Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 
4 Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 
5 Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 
6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 
7 e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 
8 Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 
9 Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 
10 I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
11 Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 
12 e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 
13 Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". 
14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 
15 Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". 
16 Gesù le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro! 
17 Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". 
18 Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto.
19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 
20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 
21 Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". 
22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; 
23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".


5 aprile 2023

Ma Dio dove sta?


E continuiamo a chiederci: "Ma Dio dove sta?".
Lo ripetiamo all'infinito quando accadono eventi dolorosi, tragedie, calamità naturali, guerre...
Ecco, appunto dov'è il buon Dio?

È là, dove è da sempre. 
A guardare le nostre malefatte, incongruenze, bestialità, odio e indifferenza.
È là dove aspetta di essere amato, invocato e pregato.
È là ad aspettare che nell'uomo torni la luce per poterlo vedere

Ora che invece le "cose del mondo" hanno avvolto l'intera umanità da tenebre che non permettono di vederlo.
Ma ci crediamo o no al nostro Dio, padre di tutti noi, pronto a donarci pace e amore se solo noi lo volessimo?
No, non ci crediamo. 
Manca la fede, manca la fiducia, manca l'affidarsi a questo Dio.
Siamo tutti dotati di "libero arbitrio".
Dio ci lascia liberi di scegliere tra il bene e il male.
Lui guarda, osserva, legge nei cuori, conosce i pericoli ma ci lascia fare.
Siamo noi responsabili delle nostre azioni.

E l'umanità è ormai "del mondo". 
È distratta, non vede e non sente se non le cose terrene, tangibili, piacevoli, attraenti, appaganti...
In balia del male va sempre più alla deriva con lo stesso mondo malvagio che l'ha fagocitata.
È un'umanità perversa, corrotta, peccatrice.

Non chiediamoci dov'è Dio se la povertà uccide, se bambini muoiono per mancanza di acqua e cibo, se molte popolazioni vengono schiavizzati da potenti e tiranni.

Non chiediamoci dov'è Dio quando si è in guerra, quando muoiono innocenti, bambini sotto bombe e fucili.

Non chiediamoci dov'è Dio quando accadono terremoti, tsunami, esondazioni, frane, incendi...
Tutto accade per la stoltezza dell'uomo per la sua parte malvagia o per l'aver sfidato la natura non tenendo conto che essa va rispettata nel suo equilibrio e nella necessità di capire come mettersi in sicurezza.
Nessun terremoto è "cattivo".
Nessun vulcano erutta per distruggere le città, nessun fiume esonda per  devastare e portare via cose e persone.
Le valanghe non hanno un’anima malefica, i massi non crollano per seppellire qualcuno. 
Tutto questo accadeva già milioni e milioni di anni prima che arrivasse l'uomo. 
L'uomo ne è responsabile. Suo compito è di essere per quanto possibile lungimirante e suo dovere è l'adattarsi alla natura e non viceversa.
La Terra non è proprietà dell'uomo.
"Noi non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli" dice un proverbio degli Indiani d’America.
L'uomo la sfida sentendosi l'essere superiore, padrone in diritto  di modificare l'equilibrio che muove questo nostro mondo. Saccente nel credersi superiore alla natura, pronto a fare e disfare regole e armonia che la stessa natura, forte e potente, mette in atto. 

Dov'è l'uomo che affama i suoi simili? 
Dov'è l'uomo che uccide innocenti e bambini? 
Dov'è l'uomo che non rispetta la natura?
È questa la domanda da porsi e la risposta non può che essere: 
"Ecco l'uomo è qui, tra le grinfie del male".
Sarebbe opportuno che riconosca i propri errori e si prenda le proprie responsabilità.