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31 dicembre 2022

E un altro anno se ne va...


E un altro anno se ne va. 
Porta con sé 
i momenti tristi e quelli belli.
Le delusioni e le emozioni 
dei momenti felici.
I giorni di sole, di pioggia 
e i tanti profumi. 
Le nuove canzoni,
 le albe e i tramonti. 
I progetti e le promesse 
per un tempo migliore.
 Le assenze 
ma anche il tempo donato,
 i regali, i tanti baci, 
gli abbracci e tutto l'amore
 che è la sola cosa 
che voglio ricordare.



29 dicembre 2022

"Caffè Meletti" - Ascoli Piceno


Il Caffè Meletti è uno dei simboli della città di Ascoli Piceno.

È lì nella centralissima Piazza del Popolo, sul lato ovest, accanto al Palazzo dei Capitani.


Il Caffè Meletti fu voluto da Silvio Meletti, industriale di liquori noto per la produzione dell’omonima Anisetta.

La palazzina, realizzata tra il 1881 e il 1884, fu rilevata dal Meletti, qualche anno prima e con i lavori eseguiti dall’ing. Enrico Cesari lo splendido Caffè fu inaugurato il 18 maggio 1907

È un edificio a tre piani con facciata in stile neoclassico, che ben si colloca nello scenario cinquecentesco di Piazza del Popolo, anche per il delicato colore rosa antico della sua intonacatura.


Al piano terra, le quattro vetrine e l’ingresso sono protette da un portico a cinque arcate, con volte affrescate da Giovanni Picca nel 1883.


Caratteristici tavolini e sedie
 in ferro, color verde chiaro, 
permettono di godere la bellissima 
Piazza del Popolo, 
che sia solo per un caffè 
un aperitivo.
 
Il Caffè Meletti 
regala a tutti piacevoli 
momenti di relax.
 Ãˆ una locazione suggestiva:
 con il sole, la pioggia, la neve, 
di giorno e di sera,
 a Natale, a Carnevale...
Sempre!
A tutti lascia un bellissimo ricordo!


Al primo piano rialzato si aprono cinque finestre sormontate da arcate con gli stessi fregi rinascimentali delle altre di Piazza del Popolo. All'ultimo piano l'ampia balconata è chiusa da una balaustra che delimita lo splendido terrazzo.


Lo spazio interno è suddiviso da una zona per la consumazione in piedi, una zona più ampia per la consumazione a sedere e una per la pasticceria. 


Lo stile, le decorazioni e l'atmosfera dell'ambiente interno sono tipici di un caffè ottocentesco in stile libertydagli affreschi del soffitto, opera del pittore ascolano Pio Nardini, alle appliques e ai lampadari in ottone e vetro di Murano, ai divani rivestiti in velluto verde, ai tavolini rotondi con piano di marmo bianco di Carrara su base in ghisa lavorata, alle sedie di tipo Thonet in legno e seduta in paglia di Vienna, alle colonne in ghisa con il capitello fruttato e alla deliziosa scala a chiocciola in legno intagliato, oggi non utilizzata, che in origine permetteva l’accesso al piano superiore.


La specialità del locale è indubbiamente l’"Anisetta Meletti", un liquore a base di anice verde ancora oggi prodotto seguendo la ricetta originale di Silvio Meletti, ottimo se bevuto fresco ed accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta "mosca". 


Molti sono i personaggi illustri che hanno visitato e apprezzato il Caffè Meletti. Oggi, come ieri, anche set di molti film.

Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali e ambientali ha dichiarato il Caffè Meletti "locale d’interesse storico e artistico".



25 dicembre 2022

Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno

Siete disposti a dimenticare quello che avete fatto per gli altri e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per voi? 

A ignorare quel che il mondo vi deve e a pensare a ciò che voi dovete al mondo? 

A mettere i vostri diritti in fondo al quadro, i vostri doveri nel mezzo e la possibilità di fare un po’ di più del vostro dovere in primo piano? 

Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi, e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore? 

A capire che probabilmente la sola ragione della vostra esistenza non è ciò che voi avrete dalla vita, ma ciò che darete alla vita? 

A non lamentarvi per come va l’universo e a cercare intorno a voi un luogo in cui potrete seminare qualche granello di felicità? 

Siete disposti a fare queste cose sia pure per un giorno solo? Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno.


Henry Van Dyke



19 dicembre 2022

"The Nutcracker"... "Lo Schiaccianoci" soldatino per Natale


Il soldato tedesco "Schiaccianoci"
era entrato prepotentemente
a farsi conoscere nel nostro Paese 
nel Natale 2020.
Era lì fra le decorazioni, 
nel suo aspetto
accattivante seppur serioso,
 in tutte le vetrine e scaffali 
di articoli natalizi,
 nei negozi e centri commerciali, 
per le strade...
ed anche stampato 
su libri, cartoline e carte da regalo.
Ed eccolo ancora qui
per questo Natale 2022!
È ancora qui in tante grandezze, 
nei colori rosso, blu, verde,
oro o bianco,
in materiali e aspetti vari:
con cappello o corona, 
tamburello, spada o scettro,
economici o più costosi,
grossolani o più raffinati...

Alcuni sono davvero molto belli!



Lo "Schiaccianoci" è il soldatino
più famoso al mondo
meno conosciuto da noi fino ad ora, 
ma non certo per i paesi nordici
dove Ã¨ protagonista molto amato
del Natale, già da tempo.


Nasce infatti in Germania nel 16° secolo quando la popolazione, fra la Sassonia e la Boemia decise di ribellarsi alle continue pressioni delle truppe tedesche e alle tasse sempre più pesanti realizzando un grande soldato di legno, che aveva la  funzione di schiacciare le noci. Una protesta pacifica, senza dubbio, da cui nacque uno dei più importanti simboli della tradizione natalizia tedesca.

Ancora oggi gli schiaccianoci
 più pregiati 
vengono realizzati in Turingia
uno stato 
della Germania Centro-orientale.


Dallo Schiaccianoci di legno, nel tempo sono state prodotte diverse varianti: in vetro soffiato, per esempio, meravigliosi da appendere all'albero di natale, oppure in ceramica, plastica, tessuto...


Oggi nella cittadina di Neuhausen
in Sassonia,
ha sede il museo che custodisce
 la più grande collezione al mondo
di schiaccianoci
con oltre cinquemila esemplari.

Davanti all’edificio ve ne è uno 
da Guinness dei primati 
alto più di 5 metri.


Questo soldato  vide crescere la sua fama grazie alla pubblicazione di “Lo Schiaccianoci e il re dei topi”, avvenuta nel 1816. 
Il racconto fiabesco, che ha come protagonista il soldatino di legno, è stato scritto da Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.

Alexandre Dumas (padre) realizzò una sua versione del racconto (Histoire d'un casse-noisette) nel 1845  e da questa il coreografo Marius Petipa trasse ispirazione per Lo schiaccianoci, celebre balletto (la prima del balletto, ebbe luogo il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo) coreografato da Lev Ivanovič Ivanov e musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij


"La sera della vigilia di Natale
le viene regalato uno schiaccianoci
a forma di soldatino,
che animandosi danzerà con lei, sconfiggendo l’esercito dei topi
e la porterà nel magico regno
dei dolci."


Da allora, la storia ha conosciuto diverse reinterpretazioni, dal cinema, alla danza, ai cartoni animati.

Resta sempre in ogni caso una fiaba da raccontare sotto l’albero, con soldatini, topi, fiocchi di neve, fiori e dolciumi, dove la fantasia porta adulti e bambini in un mondo immaginario fantastico.




12 dicembre 2022

Margarita Sikorskaia

 Ricordano i quadri di Botero,
le opere di Margarita Sikorskaia,
pittrice russa, 
nata nel 1968, a Sestroretsk, 
una piccola località balneare 
alle porte di San Pietroburgo. 

Figure oversize 
in atteggiamenti teneri
dove gli abbracci 
diventano il tema dominante 
dei suoi quadri.
Dipinti colorati, singolari,
 inconfondibili e dai tratti essenziali. 
 I soggetti  sono, a volte, i fiori
ma soprattutto lo sono
madri e padri con figli, 
coppie e donne in nudo.

Tenerezze rotondeggianti,
molto particolari,
che nei suoi dipinti trasmettono
amorepremura e dolcezza...