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15 aprile 2024

"La vita..." di Oriana Fallaci

Pittura naif
di Iwona
Lifsches

"La vita non è uno spettacolo muto
 o in bianco e nero. 
È un arcobaleno inesauribile 
di colori, 
un concerto interminabile 
di rumori, 
un caos fantasmagorico 
di voci e di volti, 
di creature le cui azioni 
si intrecciano o si sovrappongono 
per tessere la catena di eventi 
che determinano
 il nostro personale destino."


13 aprile 2024

"Caffè Meletti" - Piazza del Popolo - Ascoli Piceno


Il Caffè Meletti 
è uno dei simboli 
della città di Ascoli Piceno.

È lì nella centralissima 
Piazza del Popolo
sul lato ovest, 
accanto al Palazzo dei Capitani.


Il Caffè Meletti fu voluto da Silvio Meletti, industriale di liquori noto per la produzione dell’omonima Anisetta.

La palazzina, realizzata tra il 1881 e il 1884, fu rilevata dal Meletti, qualche anno prima e con i lavori eseguiti dall’ing. Enrico Cesari lo splendido Caffè fu inaugurato il 18 maggio 1907

È un edificio a tre piani con facciata in stile neoclassico, che ben si colloca nello scenario cinquecentesco di Piazza del Popolo, anche per il delicato colore rosa antico della sua intonacatura.


Al piano terra, le quattro vetrine e l’ingresso sono protette da un portico a cinque arcate, con volte affrescate da Giovanni Picca nel 1883.

Caratteristici tavolini e sedie
 in ferro, color verde chiaro, 
permettono di godere la bellissima 
Piazza del Popolo, 
che sia solo per un caffè 
un aperitivo.
 
Il Caffè Meletti 
regala a tutti piacevoli 
momenti di relax.
 Ãˆ una locazione suggestiva:
 con il sole, la pioggia, la neve, 
di giorno e di sera,
 a Natale, a Carnevale...
Sempre!
A tutti lascia un bellissimo ricordo!


Al primo piano rialzato si aprono cinque finestre sormontate da arcate con gli stessi fregi rinascimentali delle altre di Piazza del Popolo. All'ultimo piano l'ampia balconata è chiusa da una balaustra che delimita lo splendido terrazzo.


Lo spazio interno è suddiviso da una zona per la consumazione in piedi, una zona più ampia per la consumazione a sedere e una per la pasticceria. 


Lo stile, le decorazioni e l'atmosfera dell'ambiente interno sono tipici di un caffè ottocentesco in stile libertydagli affreschi del soffitto, opera del pittore ascolano Pio Nardini, alle appliques e ai lampadari in ottone e vetro di Murano, ai divani rivestiti in velluto verde, ai tavolini rotondi con piano di marmo bianco di Carrara su base in ghisa lavorata, alle sedie di tipo Thonet in legno e seduta in paglia di Vienna, alle colonne in ghisa con il capitello fruttato e alla deliziosa scala a chiocciola in legno intagliato, oggi non utilizzata, che in origine permetteva l’accesso al piano superiore.


La specialità del locale è indubbiamente l’"Anisetta Meletti", un liquore a base di anice verde ancora oggi prodotto seguendo la ricetta originale di Silvio Meletti, ottimo se bevuto fresco ed accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta "mosca". 


Molti sono i personaggi illustri che hanno visitato e apprezzato il Caffè Meletti. 

Oggi, come ieri, anche set di molti film.

Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali e ambientali ha dichiarato il Caffè Meletti "locale d’interesse storico e artistico".


11 aprile 2024

" Candele" di Konstantinos Petrou Kavafis



Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese
dorate, calde e vivide.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.
Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.


7 aprile 2024

"Le 10 regole del controllo sociale" di Noam Chomsky

Le "10 regole del controllo sociale", ovvero, le strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media, secondo il linguista e filosofo Noam Chomsky.


1) La strategia della distrazione.
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico da problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare di ritorno alla fattoria come gli altri animali.

2) Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato: Problema > Reazione > Soluzione.
Si crea un problema, una situazione prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi una violenza urbana, organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia che richieda le leggi di sicurezza e le politiche a discapito della libertà.

3) La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, al contagocce, per anni consecutivi.
È in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove, neo-liberalismo, furono imposte durante il decennio degli anni ’80 e ’90.

4) La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come dolorosa e necessaria, ottenendo l’applicazione pubblica nel momento, per un’applicazione futura.
È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato: primo, perchè lo sforzo non è quello impiegato immediatamente, secondo, perchè il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza di sperare ingenuamente che tutto domani andrà meglio e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e un’intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quando più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tenta ad usare un tono infantile.
Perchè?
Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà con una certa probabilità ad una risposta o reazione come quella di una persona di dodici anni o meno.

6) Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale.
Inoltre, l’uso del registro emotivo, permette di aprire la porta di accesso all’inconscio, per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile.

8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9) Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione.

10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli anni ’50 i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il sistema ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia della sua forma fisica che psichica.
Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.


4 aprile 2024

Fresie

Ecco le foto
delle fresie
raccolte lungo il bordo 
di una strada di campagna.

È stupendo
il colore fuscia intenso,
ma è il profumo che emanano
che lascia sbalorditi.
Riescono a profumare 
l'intera stanza
in modo naturale.

È un profumo che inebria,
dolce ma non stucchevole.
Gradevolissimo 
e inconfondibile.

Adoro le fresie, 
fiore bellissimo
e, ancora di più, 
adoro il loro profumo.



3 aprile 2024

"Avrei potuto" di Susanna Casciani


Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita migliore.
Avrei potuto, invece l’ho preso per mano.
Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desideravamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.


31 marzo 2024

Pasqua di nostro Signore Gesù


"La Pasqua è la festa più importante 
della nostra fede, 
perché è la festa della nostra salvezza, 
la festa dell’amore di Dio per noi
 che celebra un grande unico mistero:
 la morte e la risurrezione 
del Signore Gesù."

"Con Gesù Cristo che è risorto 
l’amore ha sconfitto l’odio, 
la vita ha vinto la morte, 
la luce ha scacciato le tenebre."

"Si ponga fine a tutte le guerre."

Papa Francesco 



La speranza, in questo mondo,
 non può non fare i conti 
con la durezza del male. 
Non è soltanto il muro 
della morte a ostacolarla, 
ma più ancora 
sono le punte acuminate 
dell’invidia e dell’orgoglio, 
della menzogna e della violenza.
 Gesù è passato attraverso 
questo intreccio mortale, 
per aprirci il passaggio 
verso il Regno della vita”.

"Il Signore risorto 
faccia sentire ovunque
la sua forza di vita, 
di pace e di libertà. 
A tutti oggi sono rivolte le parole 
con le quali nel mattino di Pasqua 
l’angelo rassicurò i cuori 
intimoriti delle donne: 
- Non abbiate paura! … 
Non è qui. È risuscitato -"
(Mt 28,5-6).

Papa Benedetto XVI°



"All'umanità 
che talora sembra smarrita
 e dominata dal potere del male, 
dell'egoismo e della paura, 
il Signore risorto 
offre in dono il suo amore 
che perdona, riconcilia 
e apre l'animo alla speranza."

Papa Giovanni Paolo II


30 marzo 2024

Sabato Santo


Il Sabato Santo è un giorno di silenzio, di raccoglimento e meditazione per Gesù Cristo che giace nel Santo Sepolcro.

Il Re, Cristo Gesù, è lì senza vita sul suo giaciglio e tutto è oscurità. 
Si partecipa all'assenza del Signore, dopo la Sua passione e morte, in modo composto e severo.

In questo giorno ogni altare è spoglionon ci sono tovaglie, tappeti, croci, candele accese e fiori.

È  giorno di speranza, di fede e di pace. Ãˆ giorno di attesa...

Sì, attesa e fiducia nella promessa di Dio di portare vita dalla morte e attesa della Veglia serale, simbolo della Resurrezione di Cristo Gesù.
Successivamente si procederà con l’accensione del cero pasquale e la benedizione della luce e l’annuncio della Pasqua con la celebrazione della liturgia battesimale. 

Tutto riprende vitale campane suonano festose e si torna a cantare il Gloria.
Morte e tenebre sono stati sconfitti!

 

29 marzo 2024

Il Cristo velato


Il Cristo velato, opera considerata tra i maggiori capolavori scultorei mondiali, rappresenta il corpo di Nostro Signore Gesù Cristo trasfigurato dalla morte.
Essa fu realizzata, nel 1753, dallo scultore Giuseppe Sanmartino ed è conservata nella Cappella Sansevero di Napoli.


Posta al centro della navata, la particolarità è il velo di marmo che ricopre il Cristo morto che fa intravedere ogni vena e muscolo, come se il sudario fosse vero. Non fa certo pensare alla freddezza, alla durezza del marmo con cui è scolpito ma, al contrario, appare leggero e trasparente.


Il corpo, a grandezza naturale, bellissimo e perfetto, è adagiato su un giaciglio con il capo su una coppia di cuscini.
Ai piedi vi è la corona di spine, i chiodi e una tenaglia a rappresentare gli strumenti del martirio, ma è un Cristo dove la sofferenza è ormai composta.


È davvero un vero capolavoro, unico al mondo, incredibilmente affascinante, di una straordinaria bellezza che lascia incantati e attoniti.



26 marzo 2024

Sneakers bianchi


Qualche giorno fa, in treno, in attesa della fermata non ho potuto fare a meno di fare questa foto con il mio smartphone.

Questo scatto singolare mi ha portato a riflettere.
Gli adolescenti, mi sono detta, aderiscono alle norme di un gruppo, creando una identità collettiva, un conformismo, una omologazione... dei modelli di riferimento che sono gli stessi per tutti.

Vale così per la moda, un capo di abbigliamento, una firma, un colore, un look... ma anche stili di vita, pensieri, comportamenti e atteggiamenti.

"Social e smartphone" rappresentano l'innamoramento. I desideri primari degli adolescenti, che vanno di pari passo con le prime cotte, le prime ribellioni,  le insofferenze e disobbedienze alle regole degli adulti. 
Si innesca il bisogno e la bramosia di assomigliare alle immagini proposte dai social, di volere essere all’altezza, di apparire e primeggiare; in nessun caso si può essere "diversi".

Ognuno è figlio del suo tempo. 
Lo è stato ieri e lo sarà domani.

Oggi, fra le tante cose, 
è tempo di "sneakers bianchi" 
e questo fino a nuove proposte, 
tendenze, mode e consensi.

Nel linguaggio dei giovani 
si dice "è cool !".


24 marzo 2024

Spring is coming

🍃🌼🍃🌸🍃🐞🍃🪻🍃🌼🍃




22 marzo 2024

Barbie

Barbie
prodotta dalla Mattel, 
è dal 1959 
la bambola più famosa 
e venduta al mondo.
Barbie, 
il sogno di ogni bambina,
ha rappresentato 
e rappresenta ancora un'icona.
Da gioco o da collezione
come non amarla!?

Qui alcune...

Anniversario 40 anni
1999
2000
2002
2003
2004
2007


20 marzo 2024

"Fammi essere ancora figlio" di Gabriele Corsi


Fammi essere ancora figlio.
Solo una volta. Una volta sola.
Poi ti lascio andare.
Ma per una volta, ancora, fammi sentire sicuro.
Proteggimi dal mondo.
Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
Guida tu. Che io sono triste e stanco.
Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
Metti la musica che ti piace.
Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
Fammi essere piccolo.
Pensa tu per me.
Decidi tu per me.
Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
Raccontami storie.
E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare.
Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
Abbracciami forte come dopo un gol.
Dormi ancora, come hai fatto, per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
Rassicurami.
Carezzami la testa.
Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
Ma io non voglio.
Non ora.
Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
Non andare, papà.
Ti prego.
Fammi essere ancora figlio.
Fammi essere per sempre tuo figlio.


     

19 marzo 2024

Un padre

"Sempre lì"
Dipinto di  Jean Monti

"Colui che genera un figlio
non è ancora un padre,
un padre
è colui che genera un figlio
e se ne rende degno."


Fëdor Dostoevskij


San Giuseppe


Oggi 19 marzo
si festeggia San Giuseppe,
sposo di Maria
e padre putativo di Gesù.
È patrono dei padri e delle famiglie.
Auguri 
ai papà vicini,
a quelli lontani
e ai papà volati in cielo.
Auguri
a chi porta il suo nome.

🙏
San Giuseppe,
Ti preghiamo.
Proteggi tutti i papà, 
i nostri figli
e le nostre famiglie.
da ogni male.
Prega per tutti noi
e per la pace nel mondo.


16 marzo 2024

16 marzo 2020 - Gabriele Corsi


Era mio padre.
Quello della foto un po’ sfocata nei necrologi di ieri.
Era mio padre.
Lo ricordo con una barba nera nera che mi insegnava a dare calci a un pallone nel parco sotto casa.
Era mia madre.
Quella signora elegante morta da sola in ospedale perché non si poteva entrare.
Il dolore più grande. Lei. Da sola.
Era mia madre.
Che mi faceva posto nel letto grande quando avevo la febbre e mi sembrava, sempre, l’unica cura possibile.
Era mio zio.
Quel signore con gli occhiali che se n’è andato tra i tanti ieri.
Era mio zio.
Lo stesso che mi portava a giocare con i modellini di aerei e mi faceva volare restando con i piedi a terra.
Era mia zia.
La signora senza foto. Solo data di nascita e di morte.
Era mia zia.
Perché non possiamo neanche andare a casa sua a cercare una polaroid che la ritragga. Lei che a Natale mi ha regalato la prima macchina fotografica.
Erano mio padre.
Erano mia madre.
Erano i miei zii, i miei vicini, i genitori, i parenti dei miei amici.
Quelli che, adesso, non possiamo piangere.
Quelli che, adesso, non possiamo abbracciarci per lenire il dolore. Quelli che tu non sai chi sono.
Ma io sì.
Quelli che, per qualcuno, sono "muoiono solo i vecchi", "sì, ma erano già malati", "ne muoiono molti di più per altre cause".
E, se sei tra quelli, vuol dire che questo, tutto questo, non ti ha davvero insegnato niente.