25 dicembre 2011

E così è Natale


...
E così è Natale
Spero vi divertiate
Vicini e lontani
Vecchi e giovani

Per i deboli e per i forti
Per i ricchi e per i poveri
Il mondo è così ingiusto

Ai bianchi e ai neri
Ai gialli e ai rossi
Smettiamo ogni guerra

Buon Natale
E buon Anno Nuovo
Speriamo sia buono
E senza paure

La guerra è finita, se lo volete
La guerra è finita, adesso


John Lennon e Yoko Ono
1971

19 dicembre 2011

Il Natale tra simboli e tradizione...


Festa di famiglia, di pace, 
prosperità, fratellanza, 
ma anche festa che ha radici 
antichissime e tradizioni 
che si tramandano fino ai nostri giorni, 
dove riti ed usanze, 
partono dal periodo dell’avvento 
fino al 6 gennaio, festa dell’Epifania. 



La rappresentazione 
della nascita di Gesù,
attraverso tradizioni 
 ereditate dai nostri antenati, 
oltre la commemorazione, 
diviene l’occasione per ritrovare
 il vero significato del Natale.




2 dicembre 2011

Preferisco pensare che...




Sono i soldi
che muovono il mondo ?
Certamente si.
Ma …
preferisco pensare che
sia l’amore
a farlo.
Il tarlo del denaro
è forte
e inarrestabile,
cattura, alletta, distrugge.
L’amore no.
L’amore
rapisce, appaga, salva.

Roby 2009

28 novembre 2011

Si dice o non si dice?

C’è una differenza nell’uso delle due preposizioni tra e fra? 

Una differenza c’è innanzitutto nell’origine.
La preposizione fra discende dal latino infra, propriamente “sotto”, “di sotto”, opposta a supra, “sopra”, “oltre”; ha dunque subìto un cambio di significato nel passaggio all’italiano. 

Tra deriva invece da intra, “in mezzo”, “dentro”.

Oggi, si capisce, tra e fra hanno lo stesso significato, e la differenza nell’uso dell’uno o dell’altro dipende dalla necessità di evitare certi incontri di sillabe che darebbero cattivo suono.
Perciò si preferisce dire “fra tre giorni”, “fra traditori” e invece “tra fratelli” e “tra fronde e fiori”, evitando così i tra tre, i tra tra, i fra fra, i fra fro, e altri simili gracchiamenti.

Ma però si può dire, o è un errore?
È un problemino vecchio, un problemino di sempre; se ne parlava un secolo fa, se ne parlerà tra cent’anni.
Ma però non è un errore, come molti credono, e non è neppure una inutile ripetizione. 

È una semplice locuzione avverbiale rafforzata, come per esempio ma invece, mentre invece, ma tuttavia, ma nondimeno, ma pure.
Come mai nessuno se la prende con queste e tutti se la prendono con ma però? Mah!


Se volete difendere un vostro ma però, citate Dante: verso 143 del XXII canto dell’Inferno: “...ma però di levarsi era neente” (traduzione: “...ma però era loro impossibile sollevarsi...”). Vi basta?


Dal libro

“Si dice o non si dice? Guida pratica allo scrivere e al parlare”  di Aldo Gabrielli, esperto autorevole della lingua italiana del 1900.



31 ottobre 2011

Cani e gatti



Pensate ancora 
che cani e gatti 
non vanno d'accordo ?

27 ottobre 2011

Nomi per gatti




Non ho gatti in casa, per mia scelta. 
Troppi gli impegni, 
ed accudire un gatto 
è proprio l'ultimo dei miei pensieri.
Però mi piacciono molto
ma per ora... molto meglio in foto.
Se un giorno dovessi cambiare idea, 
ne vorrei due. 
Un maschio e una femmina. 
Ho già deciso come chiamarli.
Artù, lui. 
Perchè valoroso,
 imponenete e leggendario.
Sissi, lei. 
Perchè dolce, 
nobile e smaliziata.

Bye-bye, gattini ... a tempi migliori.

🐾🐾


23 ottobre 2011

Stratford-upon-Avon









Deliziosa la cittadina che ha dato i natali a William Shakespeare nel 1564. 
Stratford-upon-Avon, chiamata così perché sorge sull'omonimo fiume. 
È situata nelle Midlands occidentali inglesi, contea del Warwickshire, non lontano da Birmingham.
Meta turistica di grande interesse perchè legata allo scrittore e drammaturgo più importante in lingua inglese,
che ha influenzato e sostenuto, non solo in Inghilterra, tutto il mondo dell'arte, dalla letteratura e teatro, alla pittura, cinema e musica. E questo ancora oggi. 
Ma è da visitare anche per le bellezze che offre.
Per la sensazione di tornare indietro nel tempo, tra edifici storici e negozi di antiquariato... la casa natale di William Shakespeare, la fattoria della madre Mary Arden, il cottage di Anne Hathaway, la moglie, il Teatro Royal Shakespeare e la Holy Trinity Church dove riposano le sue spoglie.
Ed ancora altre attrazioni: le tipiche fattorie, i musei, i pubs, il verde lussureggiante e fiorito di parchi e giardini, che accrescono la già tipica e suggestiva atmosfera inglese, assaporata passeggiando tra le vie della piccola Stratford, lungo il fiume Avon, e nei piacevoli dintorni.
Storia e cultura, quindi, ma anche piacere ed emozione.






8 ottobre 2011

Speedy di Louis Vuitton



Eccolo qui, il bauletto 
della Louis Vuitton
"Speedy" mitico, versatile, 
sempre "trendy", 
e per di più, indistruttibile. 
Il più desiderato, il più copiato,
il più venduto in tutto il mondo.
O lo ami o lo odi. 
Ma in questo caso 
sono più numerose,
tra il mondo femminile, 
coloro che lo amano: 
di  tutte le età, 
giovani donne 
o giovanissime
 ... non fa differenza.
E se per molte il prezzo 
appare troppo esoso, 
ma  non si vuole rinunciare 
ad una borsa LV, 
è bene ricordare che "Speedy"
è una delle meno care 
nella gamma monogrammata.
Meglio una al top... 
piuttosto che tante, 
di ripiego, discutibili, e dalla durata 
di un paio di stagioni.
        E’ un cult.  
Oggi più di ieri, 
questo bauletto 
della maison francese.
Amato ieri da Audrey Hepburn 
Sophia Loren,
e da molte altre dive, oggi.
Parecchie sono le  rivisitazioni 
del modello Speedy 
ma quella in tela  monogram,
nelle versioni 25, 30, 35, 40 , 
resta un classico intramontabile.



17 settembre 2011

Sai Baba


"Come un filo attraversa
una serie di brillanti,
così il filo dell'amore
è la più grande forza di coesione 
che unisce tutte le pratiche spirituali, 
tutte le religioni, 
tutte le fedi,
tutte le scritture,
tutte le filosofie."

"Quando si elimina l'odio, 
nasce l'amore nel vostro cuore,
Dio vi appare dentro...
Finché si crede che Dio stia
in qualche posto lontano,
nelle chiese o nei santuari,
la Religione sarà per l'uomo
un peso e un impaccio:
radicate Dio nel vostro cuore
e vi sentirete liberi,
leggeri e anche più forti."


11 settembre 2011

Oggi come ieri

Quando però uno si trova 
con l'acqua alla gola
e non ce la fa a tirare 
avanti la famiglia 
e che chiede a te 
che sei pieno di roba
di farlo lavorare
 o di pagarlo una lira in più, 
tu non gli puoi 
far sparare addosso 
dai carabinieri o dai soldati:
"E che madonna" 
diceva fra di sé mio nonno.

- Canale Mussolini -

Antonio Pennacchi - Premio Strega 2010




7 settembre 2011

... i libri che quando li hai finiti di leggere ...

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato
 sono i libri che quando li hai finiti di leggere
e tutto quel che segue
 vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle
 e poterlo chiamare al telefono
 tutte le volte che ti gira.


- Il giovane Holden -

Jerome David Salinger

1 settembre 2011

Non si può certo chiamarle "diete"

Non si può certo chiamarle " diete " quelle per perdere peso, che vanno per la maggiore oggi. Diete del sondino, diete iperproteiche, pasti sostitutivi, farmaci, preparati galenici, integratori, ma anche diete troppo severe, digiuno e quant'altro possa far perdere peso... il più veloce possibile.

Non diete, certo, perché il termine dieta, dal greco dìaita = modo di vivere, regime, stile, tenore di vita, è sinonimo di alimentazione corretta, sana ed equilibrata, e catalogare questi metodi di dimagrimento, in tale appellativo è alquanto discutibile.

Dopo tali regimi, protratti per brevi o lunghi periodi, prescritti dallo specialista o consigliati dall’amica o per una sorta di “fai da te”, il soggetto tornerà a mangiare come prima, e metterà su chili, ancora più di prima. 
E' scientificamente provato.

Questo se con meccanismi di regimi proibitivi e scombinati, in nome di una moda bizzarra per niente salutistica, non vi è un intervento educativo a saper mangiare; questo se molti professionisti e non, agiscono con leggerezza, purché il tutto funzioni nell'immediato, anche se con metodi ed un’etica non propriamente corretti, questo se l’utente chiede il risultato subito … costi quel che costi.  
Questo se l’intento è raggiungere al più presto un obiettivo in termini di peso, senza imparare a saperlo mantenere.

Per non parlare dei rischi di salute a cui va incontro l'organismo e, sotto l'aspetto psicologico, di chi si è visto vendere un sogno, che purtroppo ha la durata di qualche mese, o poco più, fino a quando, cioè, si riprenderà a mangiare normalmente.

E così s'innesca il cosiddetto yo-yo, il peso a fisarmonica, il peso che va giù e su; regimi restrittivi che si alternano ad alimentazioni libere, squilibrate, scorrette ed ipercaloriche … di gran lunga superiori alle necessità caloriche giornaliere.

La dieta del sondino, per esempio, composta da un mix di aminoacidi ed altre sostanze, con l'assenza di carboidrati, porta l'organismo ad uno stato di chetosi in quanto vengono utilizzati i grassi a scopo energetico, certamente con conseguente riduzione dell'appetito e perdita di peso, e salvaguardando la massa muscolare, ma che, inevitabilmente, innesca nel corpo umano uno stato di stress e diversi effetti collaterali.

Sono molti altri gli interventi che possono aiutare a perdere peso: palloncino gastrico, restrizione gastrica, il bypass gastrico o bilio-intestinale... : tutte operazioni chirurgiche atte a contrastare la grave obesità. 
Grave obesità, appunto, poiché essendo interventi di una tale rilevanza, e non privi da complicanze ed esiti sfavorevoli, restano, tuttavia, in casi estremi l'unico modo per ridurre i considerevoli chili di troppo.

Nel sovrappeso o nell'obesità lieve basterebbe, invece, intervenire con uno stile di vita ed uno stile alimentare all'insegna di una consapevolezza di quali siano realmente i mezzi per difendere la propria salute.

Pasti sani, equilibrati, contenuti... dove nessun alimento diventa proibitivo, salvo in presenza di patologie, ma dove è richiesta molta motivazione, autostima, e maggiore impegno ad incrementare l'attività fisica se inadeguata, per bruciare calorie, ridurre il tessuto adiposo, aumentare il metabolismo. 

Fare attività fisica con costanza incide in modo significativo sulla qualità della vita, migliorando lo stato di salute, il tono dell’umore e riducendo il rischio di mortalità generale.

E l'obiettivo, in ogni caso, verrà raggiunto in tempo debito con strumenti, i più basilari, e cosa non di poco conto, i più sani.

28 agosto 2011

Gregg Braden


Le antiche tradizioni
ci ricordano
che la ragione principale
per cui siamo venuti al mondo
è amare 
e trovare un amore
perfino più grande 
di quello conosciuto
dagli angeli del paradiso.

" L'effetto Isaia "



23 agosto 2011

Un Disegno di Legge per la tutela delle persone affette da obesità


L'obesità e i disturbi dell'alimentazione
rappresentano le patologie croniche che più caratterizzano la popolazione del mondo occidentale.
La patogenesi è multifattoriale: genetica e ambiente (famiglia, lavoro, società), stile di vita (abitudini alimentari scorrette, ridotto dispendio energetico), alterazioni metaboliche, patologie cardiovascolari, osteoarticolari, ma anche disturbi di personalità, umore e varie forme di ansia.

Nel nostro paese, i giovani affetti da anoressia nervosa sono lo 0,6 % delle donne e lo 0,03 % degli uomini, mentre sono affetti da bulimia nervosa l’1 % delle donne e lo 0,1 % degli uomini.
Il 10 % della popolazione adulta è, invece, affetta da obesità, dove un 10% presenta complicanze cardiovascolari, dismetabolici, osteoarticolari, respiratori e, purtroppo, un alto numero di decessi è riconducibile a questa patologia. 

La ripercussione sulla spesa della sanità pubblica e sui costi sociali  è davvero notevole, ma non lo è da meno, sulle condizioni e qualità di vita, soprattutto relazionale, delle persone che ne sono colpite.


Dati allarmanti, quindi, oltretutto in continua crescita, che non possono più essere ignorati.
Si è posta pertanto l’urgenza e la necessità di prevedere norme a tutela della salute e miglioramento delle condizioni di vita di tali soggetti; disposizioni che dovrebbero affrontare in maniera concreta il problema, ed arginare il dilagare di questa patologia.

Istituzione, dunque, di strutture multidisciplinari per la diagnosi, cura e assistenza; associazioni, centri e programmi di ricerca; linee guida relative la definizione degli accertamenti diagnostici, dei prodotti dietetici, integratori alimentari e farmaci; finalità e modalità di svolgimento delle campagne e dei programmi di informazione su danni e conseguenze derivanti dall’obesità e dai DA, nonché sulle condizioni di insorgenza della malattia, sui regolamenti di prevenzione, diagnosi e cura, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado; corsi di formazione e di aggiornamento per il personale medico e non medico; procedure di coordinamento a livello nazionale e regionale; riconoscimento dell’obesità grave come handicap; abbattimento delle barriere architettoniche.

Fernando Botero



30 luglio 2011

Avevano promesso


Avevano promesso
 il regno della giustizia e della moralità;
e le parzialità e le birbonerie,
le ladrerie continuavano come prima:
i potenti e i prepotenti d'un tempo
 erano tuttavia al loro posto!

 I viceré
Federico De Roberto 
- 1894 -


21 luglio 2011

Caos calmo

Ormai è il mondo, stellina, 
a non essere normale.
Polimeri, ormoni, telefonini, 
benzodiazepine,
debiti, carrelli al supermercato,
 ordinazioni al ristorante, 
negozi di occhiali,
A è innamorato di B 
ma B non è innamorato di A,
i soldi finiscono sempre rubati,
ogni morte ha un colpevole.
 Ecco cos'è il mondo.
Non è più normale


Sandro Veronesi - Premio Strega 2006



8 luglio 2011

Voltaire


Il nostro rispetto
è dovuto a chi domina gli animi
con la forza della verità,
non a coloro che rendono schiavi 
con la violenza,
a chi conosce l'universo,
non a coloro che lo stravolgono.

(Lettere filosofiche)

30 giugno 2011

Siamo sempre più attratti dal "noir".

Siamo sempre più attratti dal "noir"
In TV, come nelle sale cinematografiche, e ancora di più nella realtà, sono le storie di delitti, omicidi di vario genere, casi irrisolti, e quanto ruota intorno a ciò, quale il lavoro degli inquirenti, piste da seguire, sospettati, indagati e colpevoli...  che hanno un certo  "non so che"... che attira, affascina e coinvolge.

Ci trasformiamo in Sherlock Holmes, o magari nelle vesti del tenente Colombo o della signora Fletcher, per dare un parere, accusare o difendere, in base al nostro fiuto investigativo.

Ci piace Criminal Minds, CSI, Cold Case, The Mentalist..., ma anche Don Matteo, Il Commissario Montalbano, RIS..., e poco importa se a volte scontati, banali, artificiosi, poco vicini alla realtà, purchè siano avvincenti e intriganti come non mai.

E purtroppo molte vicende di questi ultimi tempi balzano agli onori della cronaca quasi fossero degli sceneggiati, delle serie TV dove, purtroppo, i protagonisti non sono attori e dove le storie sono vere per davvero.

Gli omicidi di Melania Rea, di Sara Scazzi, di Yara Gambirasio, per citarne alcuni e tra i più recenti, vengono seguiti dai media in un modo che non si siesce a capire dove sia il confine della notizia, quale cronaca ed informazione, e dove, invece, oltrepassando questo limite, interessa solo fare audience e cronaca nera, oltrepassando di gran lunga il limite del rispetto delle vittime e dei loro familiari.
Vittime e familiari che diventano primi attori. Loro malgrado o per propria scelta.

E giornalisti, investigatori, avvocati, psicologi, opinionisti  valutano e passano al setaccio prove (reali o costruite), vita privata, profili psicoanalitici dei sospettati, supposizioni, indagini varie ed interviste, che alimentano l'alone di mistero intorno al caso del momento. 
E cresce di più l'indignazione per le lungaggini investigative e per il colpevole che non si concretizza, quasi facessimo tutti parte degli inquirenti.

E si va avanti, con programmi e serie TV all'insegna del giallo e del noir. 
Cronaca nera, segreti, misteri, colpi di scena... "carte vincenti", non solo per la gran parte dei telespettatori che sembrano attratti, meglio dire catturati, da questo genere televisivo e fatti di cronaca.
Lo hanno capito bene i giornalisti, i produttori, gli addetti alla programmazione dei palinsesti... e non solo loro.


16 giugno 2011

Non parlare di libertà


Non parlare di libertà. 
Tutti sono bravi a parlare di libertà. 
Libertà di qua, libertà di là. 
Ci si riempiono la bocca. 
Ma che diavolo te ne fai della libertà? 
Se non hai una lira, un lavoro, 
hai tutta la libertà del mondo 
ma non sai cosa fartene. 
Parti. E dove vai? E come ci vai? 
Sai chi sono gli unici ad averla? 
La gente coi soldi. 
Quelli sì.

Come Dio Comanda 
 Niccolò Ammaniti 
2006
Premio Strega 2007


10 giugno 2011

Prova costume


Ed ora viene il bello! 

Manca poco all'estate e, con i primi caldi, si cominciano ad indossare abiti più leggeri, più scollati ed, aimhè, si presenta anche la consapevolezza che il proprio corpo è invece da nascondere sotto infiniti fogli di carta stagnola.
E come si fa a mettersi in costume?

Sono 4 le categorie delle donne "da spiaggia":

    - le numero 1 (poche!)
le "divine", le "bellissime", quelle cioè che in costume sono uno "schianto" ... e che, beate loro, se la ridono mentre le altre rodono d'invidia;

  -  le numero 2 (troppe!)
le "così e così", che con qualche trucco o stratagemma, giocando su un modello di costume più adatto, mostrando un pareo molto "chic" o di tendenza appaiono anche carine e "non male", ma che in cuor loro sono sempre piene di complessi;

   - le numero 3 (molte!)
le bruttine che, con cellulite, circonferenze di troppo, magrezza, brufoli, depilazione non perfetta e andatura goffa, restano tutta l'estate sotto l'ombrellone leggendo un libro dietro l'altro, per poi fare un tuffo veloce quando la spiaggia è deserta;

   - le numero 4 (tante!)
quelle a cui non importa affatto di mostrare il loro fisico "così com'è": poco importa se con un pò di ciccia in più o in sottopeso, se con i segni della maternità o dell'allattamento, o se con i segni dell'età, purtroppo, severi e spietati. Quelle che il bikini indossato fa esclamare: "oddio, ma che s'è messa addosso quella!?", ma che a quella "non gliene può fregar di meno di quello che dicono gli altri" !
Ecco, in linea di massima sono queste le tipologie... e certo c'è poco da ridere.
Perchè?
Perchè sono le donne ad essere passate al microscopio. Degli uomini, invece, non importa granchè se hanno il pancione, la schiena piena di brufoli o peli come una scimmia...
Che snervo !
A stabilimenti "in", meglio optare per spiagge dove non ci si sente in passerella... oppure non resta che scegliere la montagna.

W le numero 4 !!!


25 aprile 2011

Pensiero del mattino








Non voglio troppo denaro.


Ne voglio solo per il necessario, 
beh… forse un “pochino” di più.


Ma basta accontentarsi… 
ed essere felice.











18 aprile 2011

Se il “miglioramento” genetico del grano ha permesso di aumentare le rese, sono purtroppo aumentate anche i disturbi digestivi, le allergie e le intolleranze alimentari.


È il grano, più di qualunque altro cereale, ad avere un posto di eccellenza sulla tavola degli italiani. Ed è con farina di questo antico e prezioso alimento, dono indiscusso della terra, che si soddisfa il bisogno alimentare primario dell’uomo.

Alimento apprezzabile per l’aspetto nutrizionale e culturale, non lo è da meno sotto l’aspetto agricolo ed economico. Purtroppo negl’ultimi decenni si ritiene possa esserci una correlazione tra consumo di prodotti con farina di grano e lo sviluppo di vari problemi digestivi, quali gonfiore e coliche addominali, ma anche di intolleranze ed allergie.

Purtroppo la causa si può attribuire alla modificazione genetica a cui vengono sottoposti gli alimenti. E l’aumento dell’incidenza della celiachia sembrerebbe, altresì, essere collegata a questi interventi: la modificazione della frazione proteica del grano determinerebbe anomale reazioni, risultando così difficile da digerire, e spiegherebbe l’insorgenza dei disturbi; frazione proteica responsabile, quindi, anche dell'enteropatia infiammatoria e conseguente malassorbimento, caratteristico della celiachia.

Il grano è solo uno dei tanti alimenti soggetti a trasformazioni, dovute per rispondere alle maggiori richieste per coprire il fabbisogno alimentare della popolazione, per le esigenze di produzione e per assicurare una maggiore resistenza genetica ai parassiti, alle malattie fungine e virali…; più prodotto, quindi, in tempi brevi, a basso costo e di maggiore qualità.

Ma quest’ultima tesi sembra essere messa in discussione se vi è una evidente criticità: possibili impatti sulla salute dell’uomo e sicurezza del cibo, possibili rischi di allergie, tossicità derivanti da nuove proteine e possibili cambiamenti del contenuto nutrizionale. Per semplificare ed accelerare i processi di produzione del pane e della pasta si usano farine addizionate di glutine. Se il pane rafferma, si può ovviare con piante che producono chicchi con amido trasformato.

Si toglie, si aggiunge, si modifica secondo le esigenze e i desideri dei colossi dell’industria alimentare, delle multinazionali o per le richieste di mercato.
Poco importa se il ciclo di produzione viene compromesso, insultato, o se è danneggiata la naturale composizione dell’alimento o dei principi nutritivi stessi.
Quando la forte concimazione a base di nitrati, tendeva a fare piegare le spighe di grano (allettamento), già di per sé troppo alte e fragili all’azione del vento e della pioggia, fu necessario intervenire in qualche modo.

Non solo produzione di ibridi a questo punto, ma un intervento più rilevante, quale l’esposizione a raggi gamma per ottenere un grano più basso (nano), più produttivo e con più glutine. Dal tipico grano duro denominato “Cappelli”, nacque il grano “Creso”,  e dalla farina dei suoi chicchi vengono preparati, oggi, la maggior parte dei prodotti a base di farina di frumento.

Il consumatore, attento alla propria salute non può fare altro che scegliere quelle varietà non manipolate, poco diffuse sul territorio, dicasi di “nicchia”, quali la varietà Senatore Cappelli (varietà “eletta”selezionata prima dell’era della manipolazione), il kamut o il farro; cereali ottenuti ricorrendo al metodo biologico o a quello biodinamico, dove la qualità superiore del prodotto, si ripercuote su una pregevole panificazione, un ottimo gusto e digeribilità.
Non resta, poi, che auspicarci ulteriori e più attente indagini epidemiologiche e scientifiche a riguardo.