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17 maggio 2026

E non mi piace quando qualcuno viene a casa mia

Ho 60 anni. E non mi piace quando qualcuno viene a casa mia.

Ho 60 anni. Vivo da sola da molti anni, e più il tempo passa, più mi rendo conto che non mi piace avere ospiti. Non è sempre stato così. Da giovane adoravo accogliere gente. Mi sembrava normale: la casa doveva essere aperta, la porta sempre socchiusa, il profumo del cibo in cucina, le risate, le chiacchiere fino a tarda sera. Preparavo la tavola, correvo avanti e indietro con i piatti, felice che le persone si sentissero a loro agio da me. Mi stancavo, certo, ma era una stanchezza bella. Mi sentivo utile.

Ora è tutto diverso. Col tempo ho imparato a sentire la casa come uno spazio solo mio, e non voglio farci entrare nessuno. Nemmeno chi mi è vicino. Nemmeno se viene con buone intenzioni. Quando squilla il telefono e qualcuno dice: "Passiamo a trovarti", sento subito un peso sul petto. Penso: "Perché? Per quanto resteranno? Cosa devo dire o fare?" Mi verrebbe voglia di nascondermi, inventare una scusa.

Ho capito che la presenza di qualcun altro rompe un equilibrio. Ogni oggetto è al suo posto, ogni tazza, ogni libro sistemato come piace a me. È il mio ordine. Poi arriva qualcuno, appoggia una tazza nel punto sbagliato, si siede sulla mia sedia, apre il frigorifero, accende il rubinetto. Per altri sono dettagli insignificanti, ma per me in quel momento è come se il mio piccolo mondo venisse stravolto. Come se mi mancasse l’aria.

Quando vengono i miei figli è un po' diverso. Li aspetto, mi mancano. Ma anche in quel caso… Sono felice di vederli, ma subito dopo inizia l'ansia: staranno bene? Piacerà il cibo? C'è abbastanza spazio? La casa è in ordine? Sono sempre tesa. E quando se ne vanno, sento sollievo. Posso tornare a respirare. Posso essere di nuovo me stessa. Girare in vestaglia, bere un tè in silenzio, guardare fuori dalla finestra senza fretta.

So che con l’età ho meno energia per interagire. Quando qualcuno è in casa, devo parlare, sorridere, tenere viva la conversazione, fare la padrona di casa. Ma io, quella parte, non la voglio più. Sono stanca. Non ho più la forza di fare finta di essere accogliente quando dentro mi sento vuota o stanca. Sto meglio da sola. Posso parlare al telefono con i miei figli, incontrare un'amica al bar, fare una passeggiata al parco. Ma a casa… quasi mai invito qualcuno.

Per un periodo ho pensato che fosse sbagliato. Che mi stessi chiudendo. Che fosse la solitudine o la vecchiaia. Poi ho capito: non è una malattia. Non è un capriccio. È un mio diritto. Ho il diritto di proteggere il mio spazio. La mia casa è il mio riflesso. È il posto dove posso essere vera, dove non devo recitare per nessuno. Decido io chi può varcare quella porta. E la maggior parte delle volte, la risposta è: nessuno.

Mi dicono: "Ma così finirai sola." E io sono già sola. Ma in questa solitudine ho trovato la pace. Sì, a volte ho voglia di parlare, di abbracciare qualcuno. Ma ho trovato altri modi per farlo. E la mia casa… la tengo solo per me.

Potrà sembrare strano. Qualcuno giudicherà, dirà che la vecchiaia rende solitari. O forse no. Forse è solo maturità. Ho passato tanti anni a vivere per gli altri. A cucinare, accogliere, intrattenere. Ora voglio vivere per me.

E mi chiedo: è solitudine e stanchezza, o è semplicemente il naturale desiderio di una donna della mia età? Difendere il proprio mondo… e non farci entrare più nessuno.

Dal web


13 maggio 2026

Viale Bruno Buozzi di San Benedetto del Tronto

Passeggiando in centro...

È il Marciapiede lato est 
del Viale Bruno Buozzi.

Punto di riferimento turistico 
e sociale della città,
questa mattina
il viale appare più calmo
e meno frequentato del solito,
complice il tempo un po' nuvoloso
È l'atmosfera ideale 
per una passeggiata tranquilla,
di pace e relax.
La presenza di nuvole 
con il sole un po' fioco,
non può certo distogliermi 
dal fare qualche scatto
al viale e alle aiuole con rose.
 

 

11 maggio 2026

"Maternità" di Rabindranath Tagore


Da dove sono venuto?
Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo
e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore, bambino mio,
tu eri il suo desiderio.

Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.

Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso,
l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.

E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato
il tesoro del mondo nelle mie esili braccia?


10 maggio 2026

Mamma


Sono qui mamma
accanto a te.
Mi tieni la mano
non vuoi
che me ne vada.
Mi tiri a te
per abbracciarmi
e mi sussurri
ti voglio bene.
È tenerezza
unico e grande
amore. 
Ti voglio bene
continui a ripetere
con un filo di voce.
Anch'io
ti voglio bene
mamma
ma sono certa
che tu
me ne vuoi di più.

💕



7 maggio 2026

Faccio ordine


È un pomeriggio 
come tanti.
Faccio ordine
 nei miei pensieri
che stanno lì
un po' alla rinfusa.
Come tanti libri
sugli scaffali
li suddivido
per importanza
argomenti
date e gradimento.
Ora è tutto in ordine
lì nella mia testa.
Così appagata e stanca
voglio solo riposare.

📚


3 maggio 2026

Tamerici e il mare

 È una splendida giornata.
Il cielo è azzurro 
e senza nuvole,
l'aria è tersa e pulita,
un po' fresca...
Il mare è lì, oltre la sabbia,
al di là degli alberi 
dei tamerici.




2 maggio 2026

Non date mai nulla per scontato

Non date mai 
nulla per scontato 
né l'amicizia, né l'amore. 
Nulla. 
Perché se un sentimento, 
un'mozione li date per scontati, 
perdono la loro vitalità. 
Dare per scontata una persona 
significa non darle più l'importanza 
e l'attenzione che merita. 
Significa iniziare a perderla.

Agostino Degas



28 aprile 2026

Non è che la vita...


"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. 
E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. 

Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. 
Però troppo tardi l'ho capito. 

Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. 
Non se ne esce. 

Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare."

Alessandro Baricco 
dal libro "Oceano mare"


25 aprile 2026

Fiori di limoni

 Ecco i fiori di limoni.
Piccoli fiori bianchi, 
dal profumo intenso, 
dolce, agrumato,
inebriante e inconfondibile.


Il fiore degli agrumi
(arancio, limone, bergamotto),
è noto come zagara.

È il fiore caratteristico 
della primavera siciliana;
 è simbolo
delle bellezze naturali, 
dei paesaggi,
e delle storie locali
dell'ltalia meridionale. 


La fioritura principale 
avviene tra aprile e maggio.
In alcune varietà,
come la zagara bianca di limone,
può fiorire
fino a quattro volte l'anno.


Con il suo colore bianco candido
simboleggia la purezza, la fedeltà, 
l'amore eterno e la fecondità. 
Tradizionalmente 
è associato alle nozze,  
viene, infatti, spesso utilizzato
nei bouquet da sposa.

Rappresenta anche un augurio
 di buon auspicio.
 Evoca emozioni profonde,
un'atmosfera vibrante e positiva,
 perfettamente incarnata 
dalle note olfattive del fiore.


 Questi sono i fiori 
dell'albero di limoni,
nel mio giardino.
Un piccolo angolo di Sicilia.
Peccato non poterne 
sentire il profumo, qui!



22 aprile 2026

I pianeta Terra: la nostra casa

 

 Il nostro pianeta.
Il nostro mondo, la nostra casa.
La nostra vita!


Appartengo alla Terra. E come me tutta l’umanità, e ogni forma di vita. Piante e foreste, frutti e fiori, e ancora fiumi, monti, animali d’ogni specie e tutto ciò che il lavoro umano ha plasmato e trasformato nel tempo. San Francesco la chiamava sorella e madre, che ci governa e dà sostentamento.
Carlo Petrini

Insegnate ai vostri figli tutto ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la Terra è la madre di tutti. Tutto ciò che capita alla Terra capita anche ai suoi figli. Sputare a Terra è sputare su sé stessi. La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra. Tutto è collegato, come il sangue che unisce una famiglia. Ciò che capita alla Terra, capita anche ai figli della Terra.
David Servan-Schreiber


La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie. Una di queste malattie si chiama "uomo".
Friedrich Nietzsche

L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile.
Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
Hubert Reeves

Il pianeta ha superato cose molto peggiori di noi. Ha superato terremoti, vulcani, tettonica a placche, deriva dei continenti, venti solari, macchie solari, tempeste magnetiche, inversione magnetica dei poli, centinaia di migliaia di anni di bombardamento da parte di comete e asteroidi e meteoriti, inondazioni mondiali, onde anomale, incendi planetari, erosione, raggi cosmici, ere glaciali ricorrenti, e pensiamo che qualche busta di plastica e qualche barattolo di alluminio faranno qualche differenza?
George Carlin

Il pianeta è sopravvissuto a tutto, nel corso del tempo. Sopravvivrà certamente anche a noi.
Dal film Jurassik Park

Solo quando l’ultimo albero sarà abbattuto e l’ultimo fiume avvelenato e l’ultimo pesce pescato ci renderemo conto che non possiamo mangiare il denaro.
Proverbio indiano

Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è.
Andrea Zanzotto


Il 22 aprile 
è la Giornata mondiale 
della Terra.


20 aprile 2026

La crescita personale


La crescita personale non è qualcosa da costruire seguendo modelli o obiettivi, perché nasce spontaneamente e viene ostacolata proprio dal bisogno di controllarla. 
Quando ci si dice come si dovrebbe essere, si perde la capacità di guardare davvero ciò che accade dentro di sé. 

La trasformazione avviene nello stare con se stessi senza aspettative, lasciando che lo sguardo si approfondisca fino a perdersi nell’esperienza. 
Il disagio non segnala un difetto da eliminare, ma una soglia da attraversare. Guardare in profondità significa smettere di controllare e aprirsi al mistero che abita la vita interiore. 

La sofferenza prende forma quando l’esistenza diventa prevedibile e ripetitiva, privata di sorpresa e di senso. Gli incontri e le difficoltà diventano allora occasioni per entrare in contatto con parti sconosciute di sé. Dentro ciascuno esiste una dimensione antica, che chiede di essere esplorata. 

Riconoscerla restituisce vitalità e significato all’esperienza. 
È in questa apertura, e non nella correzione di sé, che prende avvio la guarigione.

Raffaele  Morelli
(psichiatra  e psicoterapeuta)


18 aprile 2026

Tam tam


Il tam tam dei media
altro non fanno
che indirizzare le menti
su quanto di più brutto
ci sia al mondo.
È il meccanismo pilotato
di un sistema
che toglie dignità
trasformandoci
in zombie senza valore.
Vogliono toglierci
la libertà di pensiero
la leggerezza del vivere
seppur vivere costi un po'.
Non più individui pensanti
ma solo pedine
per i loro giochi di potere.
Noi 
governati
intimoriti soggiogati
ingannati dai potenti
padroni del mondo.
Ci indirizzano condizionano
opprimono soffocano
secondo il loro volere.
Allo stesso tempo
via morale valori
giustizia e coscienza.
E quel buonismo
che imperterrito
viene sbandierato
è solo la facciata
di un'indifferenza globale
satura di cronica malvagità.


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