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31 gennaio 2023

L'onestà


Nell’antica Cina, intorno all’anno 250 a. C., un giovane principe di una regione del nord per ottenere il ruolo di imperatore doveva per forza contrarre matrimonio. 
Così voleva la legge e per scegliere la donna migliore da avere al suo fianco il principe ideò una prova davvero astuta.

La corte organizzò una festa invitando tutte le giovani che volessero contrarre matrimonio con il principe a presentarsi nel cortile del palazzo. Tra tutte, ce n’era una che amava in segreto l’aspirante imperatore. Tuttavia, era consapevole di non avere grazia né ricchezze, tanto meno bellezza. Sua madre aveva cercato di levarle dalla testa quel sogno ma poiché il suo cuore non si era arreso e lei era d’animo coraggioso, decise di presentarsi alla festa.

Quando tutte le ragazze furono riunite nel cortile del palazzo, il principe distribuì ad ognuna di loro un seme, posandolo sul palmo della loro mano. Disse a tutte loro che le avrebbe convocate di nuovo dopo sei mesi. Quella che avesse portato con sé il fiore più bello, sarebbe diventata la sua sposa.

La giovane rientrò contenta a casa. Era un’ottima giardiniera e tutte le piante che passavano dalle sue mani davano fiori stupendi. Tuttavia, le settimane e i mesi iniziarono a passare, ma dal vaso in cui aveva piantato il seme non spuntava nessuna pianta. Sua madre le consigliò di nuovo di dimenticare il principe, ma lei si disse che anche se ci fosse dovuta andare a mani vuote e senza nessun fiore, si sarebbe comunque presentata all’appuntamento, fosse solo per vedere un’ultima volta l’uomo che amava.

Passati i sei mesi, le ragazze si riunirono di nuovo nel palazzo. Tutte avevano tra le mani fiori bellissimi, perfetti e spettacolari. Come avevano fatto? La giovane piangeva in silenzio mentre osservava il principe che camminava tra le ragazze e valutava ogni fiore. Finché non arrivò davanti a lei e la prese delicatamente per mano.

Mi sposerò con questa donna,” disse con voce squillante e felice.
La giovane non aveva parole, e quando tutte le altre scandalizzate chiesero perché, lui rispose sicuro: 
Tutti i semi che avevo distribuito erano sterili. E questo significa che solo questa ragazza mi ha portato il fiore più bello di tutti: quello dell’ONESTÀ.


27 gennaio 2023

Siamo in guerra


Siamo in guerra.
In guerra è il nostro pianeta
con le catastrofi naturali.
In guerra sono i popoli per l'odio
e la supremazia politica.
In guerra in ogni dove
per il prevalere di potere,
corruzione e disonestà.
In guerra sono i sentimenti,
i valori quelli sociali e umani.
In guerra sono i nostri ideali,
i progetti e le speranze.
In guerra è la spiritualità
più afffievolita o accantonata.
In guerra siamo noi stessi
perché spesso non sappiamo
chi siamo.
E in guerra, la vera,
è quella dei genocidi,
ancora oggi, di molti innocenti.


21 gennaio 2023

La Santa Casa di Loreto

Sono molti i santuari presenti in tutti i continenti, dedicati alla Vergine Maria e frequentati da folle di pellegrini per onorarla e pregarla, ma la casa di Loreto ha qualcosa in più: povere pareti legate ai ricordi più cari al cuore della Cristianità.
Il profilo del paese,
con la cupola della Basilica, 
in stile rinascimentale, 
di Giuliano da Maiano
e Giuliano da Sangallo, 
si vede all'orizzonte 
sia dal mare 
sia dai paesi circostanti.
Piazza della Madonna,
 con la Basilica, il loggiato
e il Palazzo Apostolico
Fontana Maggiore in stile barocco
Carlo Maderno e Giovanni Fontana
Secondo un’antica tradizione, il Santuario di Loreto conserva la parte in muratura, della Casa terrena della Madonna, a NazarethÈ la parte antistante della Grotta, scavata nella roccia, tuttora venerata nella Basilica dell’Annunciazione di Nazareth.

Qui nacque Maria SS. Madre di Dio e qui fu salutata dall’angelo Gabriele. Dopo la nascita di Gesù a Betlemme e lasciato l’Egitto, tornarono nella casa di Nazareth dove Maria visse con Giuseppe fino alla sua morte e fino all’inizio della predicazione di Gesù. Dopo la sua crocifissione e resurrezione Maria andò a vivere con l’apostolo prediletto, S. Giovanni, nella casa di lui presso Efeso. 
Gli studi mettono in luce l’indiscutibile provenienza della casa dalla Palestina, sia per stile architettonico, sia soprattutto per l’uso di materiali costruttivi molto usati all’epoca in Terrasanta ed invece sconosciuti nel territorio delle Marche. 
Altre evidenze della terra di origine provengono dai dipinti e dai graffiti tuttora visibili. 
Le dimensioni dell’abitazione coincidono, inoltre, con la parte mancante rimasta a Nazareth, dove prima si trovava la Casa.
Trasportata da Nazareth a Loreto, insieme alle mura della Santa Casa, all’inizio era venerata, non una statua, ma un’icona dipinta su tavola dal colore bruno tipico delle antiche immagini della Vergine. Fu poi sostituita con una statua lignea di abete rosso dipinta.
Il fumo delle numerose lampade ad olio, che lungo i secoli arsero nello stretto locale della Santa Casa, diede essa una tinta fortemente scura.
La statua, distrutta nell’incendio del 1921 e sostituita da quella attuale, rivestita di un manto detto “dalmatica”, presenta però una tonalità più scura rispetto all’originale.
Navata centrale
La Cupola fu affrescata tra il 1890-1907 da Cesare Maccari con le raffigurazioni delle Litanie Lauretane e delle Storie dell'Immacolata
Parte dei precedenti affreschi del Pomarancio sono nel Museo Antico Tesoro.
Il rivestimento marmoreo che custodisce l’umile Casa di Nazareth, è uno dei più grandi capolavori scultorei dell'arte rinascimentale. Per completare quest'opera stupenda sono occorsi più di settant’anni di lavoro.
Completamente in marmo di Carrara, fu realizzato su disegni del grande scultore ed architetto Donato Bramante, eseguiti nel 1509 per espressa volontà di papa Giulio II.
Sarà Papa Leone X a conferire l'incarico allo scultore Andrea Contucci detto  Sansovino,  a cui succedettero Raniero Nerucci ed Antonio da Sangallo il Giovane.
Tutt’intorno corre il deambulatorio, dove si aprono le quattro Sagrestie e le nove grandi Cappelle; la maggior parte delle quali portano i nomi delle nazioni, che nei primi anni del ‘900 contribuirono al loro restauro e decorazione.
Cappella Slava
Cappella Tedesca 
Cappella del Crocifisso 
Cappella del Duchi d'Urbino
Cappella Polacca
Cappella dell'Assunzione 
Cappella Francese 
Cappella dell'Annunciazione 
Cappella di San Michele Arcangelo 
Cappella dell'Immacolata 
Cappella dello sposalizio 
La Sala del Tesoro, detta anche del Pomarancio, fu costruita per volontà di Clemente VIII per raccogliervi gli ex-voto di inestimabile valore provenienti da molte corti reali e da numerose famiglie principesche di tutta Europa.
Gli affreschi  sono del Pomarancio.
La Sala, utilizzata prevalentemente per matrimoni e riti privati,  è meta di turisti che rimangono colpiti e affascinati dal soffitto completamente affrescato con intarsi dorati valorizzati da luci che creano un'atmosfera unica.
La sala del Tesoro,
detta anche del Pomarancio
Pontefici, santi e personaggi illustri, hanno sostato tra le pareti della Santa Casa. 
É considerata la Lourdes italiana e tanti pellegrinaggi di malati vengono organizzati ogni anno. Crescono le grazie e i benefici celesti donati a quanti hanno invocato e invocano la mamma celeste con fede.

É a memoria della Traslazione della Santa Casa di Nazareth  che da quattrocento anni, tra la notte del 9 e il 10 dicembre, sulle colline delle Marche si accendono numerosi fuochi (le fochere), che vogliono rappresentare la fede e la devozione verso la Madonna e l’invito, affinché sosti in tutte le case, a portare speranza e amore
Ex voto votivi
per "Grazia Ricevuta"


10 gennaio 2023

"Cose che tuo figlio prova disperatamente a dirti… " di Ana Maria Sepe


Si tende sempre a dare poca importanza ai pareri dei figli, a sottovalutarne le capacità perché li si vede ancora bambini, a non credere che siano in grado di scegliere e valutare e, soprattutto, a voler controllare e limitare.

Educare è un’arte, un intervento delicato e complesso che richiede non solo conoscenze tecniche, ma soprattutto attenzione, sensibilità, capacità creativa. Significa aiutare un figlio a sviluppare le sue potenzialità e a diventare indipendente. Vuol dire adoperarsi per far emergere la personalità del bambino rispettando le sue caratteristiche.

Come fare? Quali modalità educative scegliere? Premi o punizioni, regole o libertà? Ecco i tipici dubbi nella gestione del rapporto genitori e figli, oggi fugati dalla consapevolezza di un fondamentale equilibrio tra due atteggiamenti opposti.

  Ecco 25 riflessioni che potrebbero aiutarci nel difficile ma straordinario “ruolo” di genitori.

1. Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere  quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.

2. Non aver paura di essere severo con me. Lo preferisco. Questo mi permette di capire meglio quali sono i limiti in cui posso spingermi.

3. Non usare la forza con me. Questo mi insegna che la prepotenza e la violenza sono tutto ciò che contano per far comprendere le proprie ragioni all’altro. Sarò più disponibile ad essere guidato da una persona che mi parla con calma e non verso una in cui provo risentimento.

4. Non essere incoerente. Questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca tutte le volte che posso.

5. Non fare promesse; potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.

6. Non cedere alle mie provocazioni quando dico e faccio cose solo per imbarazzarti, perché cercherei allora di avere altre vittorie simili.

7. Non essere troppo turbato quando dico: “Ti odio“. Non intendo dire questo, lo faccio perché tu sia triste per quello che mi hai fatto.

8. Non farmi sentire più piccolo di quanto non sia: rimedierei comportandomi da più grande di quanto non sia.

9. Non fare per me le cose che posso fare da solo. Questo mi fa sentire come un bambino e potrei continuare a tenerti al mio servizio.

10. Non far si che le mie “cattive abitudini” mi facciano guadagnare molta parte della tua attenzione. Ciò mi incoraggia a continuare con esse.

11. Non correggermi davanti alla gente. Presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattrocchi.

12. Non cercare di discutere sul mio comportamento nella foga di un litigio. Ovviamente la mia attenzione non è delle migliori in quel momento e la mia collaborazione è anche peggiore. È giusto comportarsi come si deve, ma bisogna parlarne con calma.

13. Non cercare di farmi prediche. Saresti sorpreso di vedere come so bene che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

14. Non farmi sentire che i miei errori sono colpe. Devo imparare a fare errori senza avere la sensazione di non essere onesto.

15. Non brontolare continuamente. Se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.

16. Non dimenticare che mi piace molto fare esperimenti. Imparo da questi, per cui ti prego di sopportarli.

17. Non proteggermi dalle conseguenze. Ho bisogno di imparare dall’esperienza.

18. Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni: potrei imparare a godere di cattiva salute se scopro che questo può attira la tua attenzione.

19. Non zittirmi quando faccio domande imbarazzanti. Se lo fai, scoprirai che smetterò di chiedere e io cercherò le mie informazioni altrove.

20. Non rispondere alle domande “sciocche” o senza senso. Alle volte ho solo voglia della tua attenzione e preferirei che mi dicessi che la mia domanda non ha senso, piuttosto che ricevere una risposta fantasiosa e finta. Ti sorprenderà scoprire quanto apprezzerò la tua sincerità.

21. Non sostenere mai di essere perfetto o infallibile. Nessuno è perfetto e tutti tendiamo a commettere errori, non sempre le tue esperienze possono servirmi e rendermi la vita più semplice lasciami il diritto di sbagliare senza farmi troppo male.

22. Non preoccuparti per il tempo che passiamo insieme. È “come” lo passiamo, che conta.

23. Non permettere che i miei timori suscitino la mia ansia, perché allora diventerei più pauroso. Aiutami a capire la differenza tra paure giuste e fondate e quelle che risiedono solo nella mia testa. Indicami il coraggio sapendo che una giusta dose di paura è necessaria.

24. Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento, ma non ho bisogno di dirtelo, vero?

25. Ricordati che imparo più da un esempio che da un rimprovero.

L’educazione dei figli richiede dedizione, pazienza e tempo, non dobbiamo preoccuparci per loro, ma occuparci di loro: ogni  comportamento dei genitori è educativo solo se riempito d’amore.

Ana Maria Sepe
 - psicoanalista -


6 gennaio 2023

L'Adorazione dei Magi


Nella tradizione 
cristiana occidentale, 
oggi si celebra l'Epifania.

L'Epifania è il culmine 
del Tempo di Avvento/Natale 
e dei Dodici Giorni di Natale 
(25 Dicembre - 6 Gennaio).

Si ricorda la venuta dei Magi
 che portano doni 
per visitare il Cristo bambino 
"rivelando" cosi Gesù al mondo 
come Signore e Re

"Magi" di Domenico Pinto
(ceramista di Grottaglie)
...
34.8 "Ecco intanto l’oro come a re si conviene possedere, ecco l’incenso come a Dio si conviene, ed ecco, o Madre, ecco la mirra, poiché il tuo Nato è Uomo oltre che Dio, e della carne e della vita umana conoscerà l’amarezza e la legge inevitabile del morire. 
Il nostro amore vorrebbe non dirle, queste parole, e pensarlo eterno anche con la carne come eterno è lo Spirito suo. 
Ma, o Donna, se le nostre carte, e più le nostre anime, non errano, Egli è, il Figlio tuo, il Salvatore, il Cristo di Dio, e perciò dovrà, per salvare la Terra, levare su Sé il male della Terra, di cui uno dei castighi è la morte.
Questa resina è per quell’ora. Perché le carni, che son sante, non conoscano putredine di corruzione e conservino integrità sino alla loro risurrezione. E per questo nostro dono Egli di noi si ricordi, e salvi i suoi servi dando loro il suo Regno". 
...

Maria Valtorta 

Volume I capitolo 34

XXXIV - Adorazione dei Magi. 
È "vangelo della fede".


1 gennaio 2023

Buon Anno 2023!


Buon anno 
ad ogni alba e tramonto,
a fiori, farfalle, gatti ed uccelli.

Buon anno alle cose belle,
ai buoni propositi,
 a tutti i bimbi, a chi soffre
e ad ogni poverello.

Buon anno alla pace,
alla gioia nei cuori,
al perdono
e a nostro Signore.

Buon anno a te che mi ami 
e a te che sei lontano.

Buon anno
a tutto il mondo.

E se per te 
non sono qualcuno,
anche a te
auguro buon anno
perchè un augurio 
non si nega
a nessuno!



31 dicembre 2022

E un altro anno se ne va...


E un altro anno se ne va. 
Porta con sé 
i momenti tristi e quelli belli.
Le delusioni e le emozioni 
dei momenti felici.
I giorni di sole, di pioggia 
e i tanti profumi. 
Le nuove canzoni,
 le albe e i tramonti. 
I progetti e le promesse 
per un tempo migliore.
 Le assenze 
ma anche il tempo donato,
 i regali, i tanti baci, 
gli abbracci e tutto l'amore
 che è la sola cosa 
che voglio ricordare.



29 dicembre 2022

"Caffè Meletti" - Ascoli Piceno


Il Caffè Meletti è uno dei simboli della città di Ascoli Piceno.

È lì nella centralissima Piazza del Popolo, sul lato ovest, accanto al Palazzo dei Capitani.


Il Caffè Meletti fu voluto da Silvio Meletti, industriale di liquori noto per la produzione dell’omonima Anisetta.

La palazzina, realizzata tra il 1881 e il 1884, fu rilevata dal Meletti, qualche anno prima e con i lavori eseguiti dall’ing. Enrico Cesari lo splendido Caffè fu inaugurato il 18 maggio 1907

È un edificio a tre piani con facciata in stile neoclassico, che ben si colloca nello scenario cinquecentesco di Piazza del Popolo, anche per il delicato colore rosa antico della sua intonacatura.


Al piano terra, le quattro vetrine e l’ingresso sono protette da un portico a cinque arcate, con volte affrescate da Giovanni Picca nel 1883.


Caratteristici tavolini e sedie
 in ferro, color verde chiaro, 
permettono di godere la bellissima 
Piazza del Popolo, 
che sia solo per un caffè 
un aperitivo.
 
Il Caffè Meletti 
regala a tutti piacevoli 
momenti di relax.
 Ãˆ una locazione suggestiva:
 con il sole, la pioggia, la neve, 
di giorno e di sera,
 a Natale, a Carnevale...
Sempre!
A tutti lascia un bellissimo ricordo!


Al primo piano rialzato si aprono cinque finestre sormontate da arcate con gli stessi fregi rinascimentali delle altre di Piazza del Popolo. All'ultimo piano l'ampia balconata è chiusa da una balaustra che delimita lo splendido terrazzo.


Lo spazio interno è suddiviso da una zona per la consumazione in piedi, una zona più ampia per la consumazione a sedere e una per la pasticceria. 


Lo stile, le decorazioni e l'atmosfera dell'ambiente interno sono tipici di un caffè ottocentesco in stile libertydagli affreschi del soffitto, opera del pittore ascolano Pio Nardini, alle appliques e ai lampadari in ottone e vetro di Murano, ai divani rivestiti in velluto verde, ai tavolini rotondi con piano di marmo bianco di Carrara su base in ghisa lavorata, alle sedie di tipo Thonet in legno e seduta in paglia di Vienna, alle colonne in ghisa con il capitello fruttato e alla deliziosa scala a chiocciola in legno intagliato, oggi non utilizzata, che in origine permetteva l’accesso al piano superiore.


La specialità del locale è indubbiamente l’"Anisetta Meletti", un liquore a base di anice verde ancora oggi prodotto seguendo la ricetta originale di Silvio Meletti, ottimo se bevuto fresco ed accompagnato da un chicco di caffè, la cosiddetta "mosca". 


Molti sono i personaggi illustri che hanno visitato e apprezzato il Caffè Meletti. Oggi, come ieri, anche set di molti film.

Nel 1981 il Ministero dei Beni Culturali e ambientali ha dichiarato il Caffè Meletti "locale d’interesse storico e artistico".