30 giugno 2011

Siamo sempre più attratti dal "noir".

Siamo sempre più attratti dal "noir"
In TV, come nelle sale cinematografiche, e ancora di più nella realtà, sono le storie di delitti, omicidi di vario genere, casi irrisolti, e quanto ruota intorno a ciò, quale il lavoro degli inquirenti, piste da seguire, sospettati, indagati e colpevoli...  che hanno un certo  "non so che"... che attira, affascina e coinvolge.

Ci trasformiamo in Sherlock Holmes, o magari nelle vesti del tenente Colombo o della signora Fletcher, per dare un parere, accusare o difendere, in base al nostro fiuto investigativo.

Ci piace Criminal Minds, CSI, Cold Case, The Mentalist..., ma anche Don Matteo, Il Commissario Montalbano, RIS..., e poco importa se a volte scontati, banali, artificiosi, poco vicini alla realtà, purchè siano avvincenti e intriganti come non mai.

E purtroppo molte vicende di questi ultimi tempi balzano agli onori della cronaca quasi fossero degli sceneggiati, delle serie TV dove, purtroppo, i protagonisti non sono attori e dove le storie sono vere per davvero.

Gli omicidi di Melania Rea, di Sara Scazzi, di Yara Gambirasio, per citarne alcuni e tra i più recenti, vengono seguiti dai media in un modo che non si siesce a capire dove sia il confine della notizia, quale cronaca ed informazione, e dove, invece, oltrepassando questo limite, interessa solo fare audience e cronaca nera, oltrepassando di gran lunga il limite del rispetto delle vittime e dei loro familiari.
Vittime e familiari che diventano primi attori. Loro malgrado o per propria scelta.

E giornalisti, investigatori, avvocati, psicologi, opinionisti  valutano e passano al setaccio prove (reali o costruite), vita privata, profili psicoanalitici dei sospettati, supposizioni, indagini varie ed interviste, che alimentano l'alone di mistero intorno al caso del momento. 
E cresce di più l'indignazione per le lungaggini investigative e per il colpevole che non si concretizza, quasi facessimo tutti parte degli inquirenti.

E si va avanti, con programmi e serie TV all'insegna del giallo e del noir. 
Cronaca nera, segreti, misteri, colpi di scena... "carte vincenti", non solo per la gran parte dei telespettatori che sembrano attratti, meglio dire catturati, da questo genere televisivo e fatti di cronaca.
Lo hanno capito bene i giornalisti, i produttori, gli addetti alla programmazione dei palinsesti... e non solo loro.


16 giugno 2011

Non parlare di libertà


Non parlare di libertà. 
Tutti sono bravi a parlare di libertà. 
Libertà di qua, libertà di là. 
Ci si riempiono la bocca. 
Ma che diavolo te ne fai della libertà? 
Se non hai una lira, un lavoro, 
hai tutta la libertà del mondo 
ma non sai cosa fartene. 
Parti. E dove vai? E come ci vai? 
Sai chi sono gli unici ad averla? 
La gente coi soldi. 
Quelli sì.

Come Dio Comanda 
 Niccolò Ammaniti 
2006
Premio Strega 2007


10 giugno 2011

Prova costume


Ed ora viene il bello! 

Manca poco all'estate e, con i primi caldi, si cominciano ad indossare abiti più leggeri, più scollati ed, aimhè, si presenta anche la consapevolezza che il proprio corpo è invece da nascondere sotto infiniti fogli di carta stagnola.
E come si fa a mettersi in costume?

Sono 4 le categorie delle donne "da spiaggia":

    - le numero 1 (poche!)
le "divine", le "bellissime", quelle cioè che in costume sono uno "schianto" ... e che, beate loro, se la ridono mentre le altre rodono d'invidia;

  -  le numero 2 (troppe!)
le "così e così", che con qualche trucco o stratagemma, giocando su un modello di costume più adatto, mostrando un pareo molto "chic" o di tendenza appaiono anche carine e "non male", ma che in cuor loro sono sempre piene di complessi;

   - le numero 3 (molte!)
le bruttine che, con cellulite, circonferenze di troppo, magrezza, brufoli, depilazione non perfetta e andatura goffa, restano tutta l'estate sotto l'ombrellone leggendo un libro dietro l'altro, per poi fare un tuffo veloce quando la spiaggia è deserta;

   - le numero 4 (tante!)
quelle a cui non importa affatto di mostrare il loro fisico "così com'è": poco importa se con un pò di ciccia in più o in sottopeso, se con i segni della maternità o dell'allattamento, o se con i segni dell'età, purtroppo, severi e spietati. Quelle che il bikini indossato fa esclamare: "oddio, ma che s'è messa addosso quella!?", ma che a quella "non gliene può fregar di meno di quello che dicono gli altri" !
Ecco, in linea di massima sono queste le tipologie... e certo c'è poco da ridere.
Perchè?
Perchè sono le donne ad essere passate al microscopio. Degli uomini, invece, non importa granchè se hanno il pancione, la schiena piena di brufoli o peli come una scimmia...
Che snervo !
A stabilimenti "in", meglio optare per spiagge dove non ci si sente in passerella... oppure non resta che scegliere la montagna.

W le numero 4 !!!