25 novembre 2019

25 Novembre: Giornata Mondiale contro la violenza alle donne

“La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma oggi avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi, omicidi e stupri.” 

Helga Schneider



“Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità.” 

Simone de Beauvoir



“Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l'avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. 
Non penso di essere estremista. 
Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l'energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.” 

Eve Ensler



“Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l'uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo, violento. […]
Si tratta di uomini che non accettano l'autonomia femminile e che, spesso per debolezza, vogliono controllare la donna e sottometterla al proprio volere. Talvolta sono insicuri e hanno poca fiducia in se stessi, ma, invece di cercare di capire cosa esattamente non vada bene nella propria vita, accusano le donne e le considerano responsabili dei propri fallimenti. 
Progressivamente, trasformano la vita della donna in un incubo. E, quando la donna cerca di rifarsi la vita con un altro, la cercano, la minacciano, la picchiano, talvolta l'uccidono. Paradossalmente, molti di questi delitti passionali non sono altro che il sintomo del "declino dell'impero patriarcale". Come se la violenza fosse l'unico modo per sventare la minaccia della perdita. Per continuare a mantenere un controllo sulla donna. Per ridurla a mero oggetto di possesso.
Ma quando la persona che si ama non è altro che un oggetto, non solo il mondo relazionale diventa un inferno, ma anche l'amore si dissolve e sparisce.” 

Michela Marzano



11 novembre 2019

Facebook... oggi


Viene da dire “Mi sta prendendo la mano, quasi, quasi, disattivo il mio account!"
Stiamo parlando di Facebook.
Non so quali fossero gli obiettivi, i contenuti e le reali aspettative di Mark Elliot Zuckerberg, genio dell'informatica e genio imprenditoriale quando, qualche decennio fa, mise a punto questo colosso del social network.


Facebook che, oggi, è diventato una sorta di diario per molti.
Si inizia la giornata con un buongiorno, si chiude con la buonanotte, nel “durante" non mancano foto di albe, tramonti, passeggiate, ristoranti, vacanze, torte appena sfornate, abiti e scarpe nuove, ecc., ecc., sempre conditi da selfie di me, di te, con amici, con il cane, il gatto e dintorni.
Non può mancare il programma che vedi, la canzone che piace, la citazione che ti rispecchia, lo stato d'animo esternato con una frase, gli auguri di compleanno, le condoglianze, i ringraziamenti, le condivisioni, il commento impulsivo e le decine e decine di Like. 


Su Facebook trovi di tutto.
Notizie interessanti, altre volte noiose e spesso patetiche, notizie fake o vecchie come il cucco, video, crudeltà a non finire e altrettanta compassione da far sembrare tutti santi.
Cose da vendere e da comprare, ricordi, citazioni, oroscopi, preghiere... e tanta, tanta pubblicità, troppa, inserita spudoratamente in articoli che rifiuti di leggere al quinto “continua". 
Poi politica, rimbotti e sottile ironia, fino ad aperta battaglia per denigrare la fazione opposta.
Commenti, dove ognuno dice la sua, spesso faziosi, velenosi, da sapientoni e fuori luogo; interminabili chat da conferenza, dove la diatriba lascia a tutti l'amaro in bocca. Tanti sapientoni, appunto, e tanta, tanta cattiveria e ignoranza.


Siamo soliti, inutile nasconderlo, che ogni post strappa un commento, se non con una faccina, solo con qualche pensiero, spesso malizioso, che resta  lì, quale semplice considerazione.
"Però è ingrassata", "Ma questa non invecchia mai", "Ancora in vacanza?!", "E basta con la politica!", 
"Ma questi due sempre Giulietta e Romeo", 
"Che noia!", "Sa tutto lui...", 
"Avresti fatto più bella figura se non commentavi", "Fidanzata, sposata, separata, chissà?",
"Ma che fine ha fatto, non pubblica più da mesi?", "Questo è amico di quello, 
non l'avrei mai immaginato", 
"Questa ci prova?!"
...


È notte. 
Ancora una sbirciatina, un post, un commento, se mi va, ancora qualche Like, se non altro per contraccambiare.
E così si va avanti, con profili e biografie che sembrano curriculum vitae, aggiornamenti di situazioni sentimentali, storie, informazioni di ogni genere.
Per non parlare dei numerosi falsi profili e profili muti. Non pubblicano nulla, o saltuariamente, 
ma hanno occhi per vedere, controllare, criticare e stalkerare in anonimato.


Ecco questo è Facebook, molto approssimativo, 
non lo nego, viste le mille sfaccettature che può avere un social network. 
Non si può negare che è bello poter comunicare con gli altri, condividere, ritrovare vecchi amici, parlare di sé, raccontarsi ma la generazione di Facebook, e di altri social media, sta cambiando le nostre menti, il nostro tempo, i nostri rapporti 
con gli altri, il nostro modo di comunicare.
Noi ci siamo dentro.
Si è popolari se hai molti consensi, centinaia "Mi piace", "Amici" e "Followers" e se così non fosse, si va in crisi.


È un circolo vizioso con molto potere che manipola, condiziona, influenza il pensiero collettivo, eppure, nonostante si capisca che siamo in balia di un sistema che domina, ne siamo attratti, si ha la sensazione di appartenere ad un gruppo che vale, che conta, non ci si sente emarginati ma, più che unire, divide.
Un mondo virtuale che riesce a tenerci incollati ad uno smartphone per ore.
"Noi", di conseguenza, sempre più spiati, seguiti e controllati: dati, abitudini, spostamenti, gusti, pensieri...
Il mondo del web è questo.
Facebook fa tendenza e non si può restarne fuori, non più a quanto pare, almeno fino a quando la mente di Zuckerberg, o di qualche altro colosso informatico, non crei qualcosa di nuovo.
È pur vero che molti non si avvicinano al mondo dei social e, allo stesso tempo, molti ne sanno gestire l'appartenenza con discrezione, intelligenza e giuste regole. 


Perché il pericolo, anche qui, è dietro l'angolo.
Perché mai dovremmo far sapere ad altri tutto di noi? 
Sarebbe meglio evitare di pubblicare informazioni molto personali e foto, video, luoghi che coinvolgono persone che potrebbero non acconsentire alla pubblicazione o che possano minare i rapporti di coppia. 
Fragilità e ingenuità sono terreno fertile per persone senza scrupoli e gang organizzate: dalla semplice violazione della immagine e della privacy, fino all'adescamento, l'inganno, il ricatto emotivo, la truffa sentimentale, la richiesta di denaro e quant'altro. 
Se a pagare sarà la nostra privacy, il nostro nome, il nostro essere... saremo solo noi i responsabili per averne fatto un cattivo uso. 



“Molte persone
usano i social network
non per unire
e per ampliare i propri orizzonti,
ma piuttosto, per bloccarli
in quelle che chiamo
zone di comfort,
dove l’unico suono che sentono
è l’eco della propria voce,
dove tutto quello che vedono
sono i riflessi del proprio volto.
Le reti sono molto utili,
danno servizi molto piacevoli,
però sono una trappola."

Zygmunt Bauman
Querol - 2016



4 novembre 2019

“Sei incancellabile tu" di Charles Bukowski





Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi - beh? Che è successo?
Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che senso poteva avere per me l’amare se non amare che te?
Quella mattina io avevo una gran voglia di dirti - ti amo -, almeno credo.
Quanto mi manchi amore mio. Certo, io lo sapevo già dentro di me di questa cosa che mi manchi ma l’ho capita bene solo quando fuori ha smesso di piovere e a me mi giocava il cuore.
È che prima avevo la scusa per non vedere il sole, pioveva, mica era colpa mia, ma le nuvole ora sono andate via portandosi dietro tutte le scuse. Ok, tu non ci sei, ok, ma va bene, va bene anche se va male, va bene perché io ti amo lo stesso.
C’è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi se non gli schemi che mi porto nel cuore.
Ah! Mannaggia mannaggia, mannaggia al cuore che non sa far calcoli ma che pure spesso sbaglia i conti.
Ma io non ero riuscito a dirti quel ti amo.
Era una primavera quando andasti via, lo ricordi? Io cercavo di farmi forza, la vita andava avanti sentivo dirmi da tutti.
Quando te ne sei andata io mi sono un po’ rincoglionito.
Mi persi, diciamoci la verità, perdendoti io mi persi. E tu? Ah! No scusa, non volevo chiederti se anche tu ci sei rimasta male, era un e tu come stai? Roba del genere insomma, un e tu cosa fai ora? Che stai facendo adesso, adesso è in questo momento, che stai facendo in questo momento? Non mi interessa cosa stai facendo nella vita, io non ci sono più nella tua vita, cosa vuoi che mi importi?
Sicuramente starai facendo tante cose belle, bellissime, ma a me importa adesso, adesso adesso mi importa, adesso in questo momento. Io adesso ti sto pensando facendomi del male. Io vorrei non pensarti ed averti invece qui, qui vicino a me.
Ma non ci sei. Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni.
Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male. Sorrido perché dentro ci sei te e ti vedo, almeno posso vederti. Ti vedo pure che dai un bacio a quello lì e questo un po’ a dirti il vero mi fa incazzare.
Ma tu non lasciarmi lo stesso, tienimi con te pure se sono incazzato.
Tienimi con te. Non mi fa male la ferita al cuore, no, non mi fa male, sei tu che non ci sei, non andare via oltre.
A volte mi sento tanto forte da poterti dire che non esisti senza di me.
Ma non è vero sai? È che ci provo ad andare avanti, bisogna comunque provarci o almeno provo a convincermi che bisogna provarci.
Fossi riuscito a dirti ti amo oggi me ne fotterei della pioggia che smette o che non smette, facesse cosa cavolo vuole la pioggia, fossi riuscito a dirti ti amo io ora non sarei qui a pensare a dimenticarti senza cancellarti.
Sei incancellabile tu.
Sei come quelle macchie di inchiostro sul taschino della camicia, solo che sulla camicia ci puoi mettere una giacca, un maglioncino, ma su di te cosa ci posso mettere?

Charles Bukowski




1 novembre 2019

Questa candela


Accendila
quando pensi a me
mi dicesti.
Accendila
ed io
sarò lì vicino a te.
Mi scalda
il cuore
questa candela
mi riporta a te.
La guardo
consumarsi 
lentamente
unica luce
in questa stanza 
buia.
Dona pace
la sua fiammella
accesa.
Il suo calore
la sua luce
mi riporta a te.

🕯