27 luglio 2018

Ascoli Piceno, città medieviale

Scorcio della città 
con il Monte dell'Ascensione
È passeggiando tra le sue vie, 
tra le cosiddette "rue",
o nelle piazze del centro storico, 
che si scoprono le bellezze
architettoniche degli edifici del passato
e la ricchezza delle opere d’arte.
Testimonianze tutte rilevanti 
della storia medievale di Ascoli Piceno.

Piazza del Popolo


Chiesa di San Francesco
Palazzo dei Capitani

Il centro storico non poteva che 
essere rigorosamente in travertino, 
pietra locale molto resistente,
che fin dalle origini
è stato il materiale principale 
nella costruzione degli edifici di ogni genere
(mura, fortezze, ponti, torri, chiese...)
caratterizzandone l'aspetto
e la durata dall’epoca romana
fino ai nostri giorni.

Chiesa di San Vittore
Chiesa di San Vittore

Chiesa dei
S.S. Vincenzo e Anastasio

Santa Maria della Carità
 o Chiesa della Scopa 
Veri gioielli d'arte 
sono le numerose chiese 
in stile romanico, 
di cui molte 
sono state sconsacrate.

Cattedrale
di Sant'Emidio
Cattedrale in
Piazza Arringo
Battistero di San Giovanni
Sant'Emidio vescovo
patrono della città 

Colonnato della Cripta
Molto interessanti 
sono anche 
le vecchie fontane 
e gli antichi chiostri.

Chiostro Maggiore di San Francesco
o Piazza delle erbe
 Ascoli Piceno fu chiamata 
“città turrita” 
e, successivamente, 
“città delle 100 torri”, 
per le tante torri gentilizie,
purtroppo, in parte andate distrutte.

Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Pietro martire
Fu antica capitale dei Piceni,
in seguito conquistata dai Romani.

Forte Malatesta
antica fortezza poi carcere
ora museo dell’Alto Medioevo
e sede di mostre d'arte
 
Ponte di Cecco sul fiume Castellano
è il più antico della città
conduce al forte Malatesta


Dominata a lungo dai barbari, 
dai Franchi, da Federico II 
e da Francesco Sforza.
Venne poi ammessa
al Regno d'Italia.

Una via del centro 

 Oggi vive la realtà 
di una tranquilla città 
di provincia.
I suoi tesori e la sua bellezza
 sono meritevoli
di essere apprezzati.

Veduta posteriore
della cattedrale

22 luglio 2018

Le donne di Sandra Pelser


Ama dipingere volti di donne.
È Sandra Pelser,
pittrice di Gauteng in Sudafrica.
Volti dall'ovale perfetto, 
grandi occhioni espressivi
e collo lungo.
Tutte in posizione frontale 
le sue donne,
dall'atteggiamento 
serioso e composto, 
con fiori, gatti, cagnolini, uccellini,
abiti con colletti, 
collanine con crocefissi...
Colorate queste tele,
garbate e piacevoli. 
Sono numerose
e per me tutte bellissime. 
Ne pubblico alcune...



12 luglio 2018

Cuori

I miei piccoli sassi
a forma di cuore,
trovati in modo casuale
o regalati. 

È  il cuore, il simbolo universale a rappresentare l'amore.
Il cuore, più o meno stilizzato, è amato a sua volta, ricercato e usato per esprimere sentimenti in tutte le sfaccettature. 
Emozioni, passione, desiderio, sensualità ma anche moralità, spiritualità e compassione. Indica legami di affetto. È anche segno di vicinanza e partecipazione alla sofferenza e al dolore.
C'è sempre un cuore, ovunque.
Sostituisce il “love” in molte immagini, diventa simbolo grafico in marchi spesso personalizzati.
Troviamo cuori in oggettistica, gioielli e dolciumi. Cuori nell'arte e in molte iconografie sacre, in tatuaggi e su T shirt...
La stessa natura si diverte a regalare cuori in sassi, foglie, nuvole, perfino isole, laghetti e rocce.
Ovunque può formarsi un cuore, in modo casuale o creato dall'uomo. 
Vederne uno, chissà, potrebbe essere un messaggio dal cielo. 
In ogni caso, quando si tratta di cuori e d'amore, "andiamo in un brodo di giuggiole", soprattutto se si è particolarmente romantici. 


7 luglio 2018

Verde in collina

Verde è il colore di cui si vestono le colline durante la stagione estiva per il ricco fogliame degli alberi, della vegetazione in genere ... ma anche di molti frutti.
Verde è il colore della natura e dell'equilibrio.
Ha potere calmante e rilassante. 
Questo colore ispira davvero pace e tranquillità.

Foto di alcuni alberi e frutti, categoricamente verdi, in questo mese di luglio...
Nocciole
Fichi
Mele
Olive
Pere
Prugne
Uva
Noci

2 luglio 2018

Papaveri

Papaveri nei campi di grano, 
papaveri nei campi incolti, 
papaveri lungo strade, 
bordure o lungo i fossi, 
papaveri isolati qua e là. 
Da maggio a luglio,
ed oltre in alcune zone, 
questo fiore scarlatto 
cresce spontaneamente ogni anno. 
Il "papaver rhoeas", 
papavero comune, 
chiamato anche rosolaccio,
è la specie più diffusa,
ma ne esistono molte varietà e colori. 

È il fiore che annuncia l'estate. 
Chi non ricorda l'ultima pagina
del libro delle elementari, 
ricco di illustrazioni, 
dove grano e papaveri
significavano estate, vacanza, 
fine dell'anno scolastico! 
Di una bellezza semplice,
schietta, solare, 
con i quattro grandi petali,
sottili, fragili 
e dalla breve durata 
se viene reciso.
Campi di papaveri catturano 
sempre lo sguardo 
regalando momenti di stupore. 
È il fiore della consolazione, 
della semplicità 
e dell'orgoglio sopito. 
Simbolismo alquanto contrastante
visto che la locuzione "alto papavero", 
sta ad indicare anche potere 
ed autorevolezza. 
Già per gli antichi greci era simbolo 
di conforto, di oblio,
sonno e pigrizia, 
indubbiamente per le proprietà sedative, 
vista l'appartenenza alla famiglia 
del papavero da oppio,
da cui si ricava la morfina. 
Nel medioevo fu associato, 
per il suo colore rosso, 
alla morte e al sacrificio di Cristo. 
Venne per questo raffigurato in affreschi 
di chiese, risalenti a quell'epoca.
Per gli anglosassoni, 
i papaveri rappresentano i fiori dedicati alla memoria, 
in ricordo delle vittime di guerra 
(Remembrance Day).
In erboristeria, 
sotto forma di infusi 
e decotti, calma la tosse
e concilia il sonno. 
Viene usato anche in cosmesi 
per le proprietà calmanti,
lenitive ed emollienti. 
Non da meno, trova impiego 
in cucina
in minestre, insalate, 
pani, primi piatti... 
I semi hanno potere antiossidante. 

I papaveri nell'arte

Molti sono i dipinti con papaveri, 
di oggi e del passato. 
Peccato non poterli inserire tutti... 

Claude Monet

Vincent Van Gogh

Edvard Munch

Giuseppe De Nittis 

Gustav Klimt 

Michele Cascella

Mario Lupo

Franco Bocchi

Salvatore Leone

Cathy Horvath