21 gennaio 2009

Perché non posso vivere su un isola paradisiaca...


Perché non posso vivere su un isola paradisiaca
come “Venerdì” o come i più moderni naufraghi dell’ "Isola dei Famosi”?
Ma intendo senza telecamere e tante galline e marpioni che ti fanno compagnia…


Perché vi chiederete ?

Perché sono stufa di sentire il TG mentre mangio (tutte notizie pilotate, tra l’altro) nemmeno sentire … perché già non guardo … viste le immagini cruente che fanno vedere; per non vedere in TV le solite facce, sempre più rifatte e grottesche; per non vedere, sempre in TV, programmi “spazzatura” e tutte le chiappe e tette che ormai sono all’ordine del giorno, alternati a litigi in diretta, affari personali sbattuti ai quattro venti, pur di attirare l’attenzione ed aumentare l’audience ed altro ancora che, se ti salvi un giorno, il giorno dopo non ti salvi davvero; per non sapere che molti crimini e misfatti restano impuniti e altrettanti innocenti vengono sbattuti in prima pagina; per non sapere, ogni giorno, di omicidi-suicidi; per mangiare solo cibo come lo ha fatto il Padreterno, senza sofisticazioni e veleni; per non vedere sempre i soliti “ammuffiti” politici che si tengono stretta la poltrona e non lasciano il posto ai giovani (spero incorrotti e incorruttibili), per portare una ventata di riforme ed idee nuove; per non vedere tanti giovani, senza ideali e sogni, morire cercando una felicità fasulla e fugace con alcol o droga ( per colpa di chi? la società? ma il passato non insegna nulla?); per non avere bisogno di denaro, così da non avere un attacco d’ira quando alcune categorie guadagnano in un mese, tanto quanto un operaio guadagna in una vita intera e con l’angoscia di non arrivare a fine mese; per avere più tempo per la riflessione e la preghiera e ritrovare quali sono i veri valori della vita; per non dover sempre correre, correre… per poi arrivare, dove? Per soffermarsi ad ammirare la natura, albe e tramonti mozzafiato, per…


Te lo diciamo noi perche!

Perché non potresti fare a meno delle tue comodità, del caffè appena sveglia, del cibo ghiotto che ti piace da morire, del bel filmetto che ti godi in poltrona o quel programma serio ed interessantissimo … in tarda serata, della famiglia e gli amici, della gioia che provi quando vai a fare shopping, del parrucchiere e l’estetista che si prendono cura di te, del tuo medico che è pronto a curare i tuoi malanni, del Natale con la neve, del lettone caldo e del piumino d’oca, della Coca Cola, della libreria per cercare l’ultimo best seller, del 27 del mese, quando prendi lo stipendio, che anche se poco è meglio che niente, del tuo profumo preferito, dell’ abitino alla moda, delle candele accese nella chiesetta che ami tanto e dove trovi tanta pace, della sicurezza data dalla routine quotidiana. E… il cellulare? E il PC ? E la paura ? Non eri quella che aveva paura del buio? Su un isola senza luce? E se dovesse fare freddo. Da brivido! per il freddo e la paura...


Sapete che vi dico ?

Credo proprio che me ne sto a "casetta mia" e al diavolo tutti quelli che ho menzionato nella prima parte.
Ho sempre pensato che ognuno di noi deve, suo malgrado vivere nel suo tempo, nel bene e nel male.
Coraggio ed ottimismo sempre! Un po' di fortuna… anche! E si va avanti. Basta dare un senso alle nostre giornate.
Lessi, tempo fa, ma non ricordo dove, la seguente frase che mi fece riflettere: “Se pensi di trovare il paradiso qui sulla terra… non puoi che trovare l’inferno” .
Vale a dire che la felicità assoluta è cosa riservata per il paradiso e la ricerca della felicità piena e duratura in terra, non può che portare alla dannazione… anche perché non si raggiungerà mai.
Mancherà sempre qualcosa. Ed in ogni caso avrebbe la durata di un attimo.