11 gennaio 2022

"La rana bollita" di Noam Chomsky


Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.
La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla.
Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce, semplicemente, morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50°, avrebbe dato un forte colpo di zampa e sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

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Noam Chomsky con la metafora della "rana bollita" ci dà un’immagine, brutale ma chiara, per illustrare una condizione naturale dove la stessa psicologia attinge per spiegare i processi che guidano la mente umana.
Una metafora della vita, quando l’adattarsi può essere spesso la scelta peggiore.

Quante volte nella vita ci si trova di fronte a situazioni dolorose, che ci spingono ad andare avanti, a farci carico di quel peso e continuare a vivere? 
Problemi e difficoltà più o meno piccoli che tendiamo ad ignorare, o meglio, ad accettare, sopportare e ci si adatta all’insoddisfazione e al dolore. 
La  pochezza resta "lo stato di cose" da mantenere, resistendo a quel cambiamento che sarebbe necessario per conquistare quel meglio che manca.

Questa assuefazione, più o meno consapevole al non agire, al non voler cambiare, nasce dal timore di non essere in grado di gestire il dopo, che appare peggiore dello status quo
Magari non è la paura del futuro... forse potrebbe essere la non consapevolezza della situazione che si vive.
In ogni caso, affrontare e superare in maniera costruttiva le difficoltà, la capacità di adattarsi ai cambiamenti è quello che viene chiamato resilienza ma vi è una differenza sostanziale nel subire senza reagire ad ogni evento, e accettare, in maniera passiva, oppressioni, prepotenze, situazioni difficili palesemente distruttive.

Crediamo di essere forti e le prime avvisaglie vengono ignorate o giustificate, generando un loop di adattamento e assuefazione che però all'arrivo di un evento improvviso, intenso, travolgente o drammatico veniamo devastati ulteriormente e ci si accorge che ormai è troppo tardi.  

Se la rana venisse immersa in acqua bollente, salterebbe fuori istantaneamente per salvarsi.
Quando un cambiamento avviene, invece, in maniera sufficientemente lenta e graduale, sfugge alla coscienza e non suscita nessuna reazione, nessuna opposizione.
Vale per le rane come per le persone.


Noam Chomsky applica questo principio, non solo all'individuo in ambito familiare, relazionale, lavorativo ma anche, e soprattutto, alla società.
Da anni subiamo una deriva alla quale ci stiamo abituando lentamente. 
Chomsky ribadisce che molte cose, che ci avrebbero inorridito venti, trenta o quaranta anni fa, gradualmente sono diventate banali, mitigate e, oggi, ci disturbano poco o lasciano indifferenti la maggior parte delle persone.
In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alla dignità e alla libertà individuale, cioè il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, l’integrità dell’ambiente naturale, la bellezza e la felicità di vivere... si attuano gradualmente e inesorabilmente con la complicità costante delle vittime ignare, sprovvedute e spaventate.

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È una storiella che rende più facile la comprensione della terza delle dieci strategie della manipolazione delle masse brillantemente elaborata da Chomsky che testualmente scrive: 
"Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, col contagocce, per mesi ed anni consecutivi."

Tutti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta ma sono stati progressivamente e subdolamente imposti proprio grazie al principio della rana bollita. 

Ecco la lista completa di Chomsky:
  1. La strategia della distrazione
  2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni
  3. La strategia della gradualità (rana bollita)
  4. La strategia del differire
  5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini
  6. Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
  7. Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
  8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
  9. Rafforzare l’auto-colpevolezza
  10. Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.

È abbastanza per smuovere le coscienze?