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23 gennaio 2026

"Seconda pubertà" di Carl Gustav Jung


È un grosso errore supporre che il significato della vita si esaurisca con la giovinezza e con la fase di espansione, che una donna per esempio sia "finita" quando sopraggiunge la menopausa. Il meriggio della vita umana è ricco di significati quanto il mattino; ma sono significati e prospettive completamente diversi. 

L'uomo ha un duplice scopo: il primo è lo scopo naturale, la procreazione e i vari compiti di protezione della prole, che implicano il procacciarsi un guadagno e la posizione sociale. Quando questo scopo è stato raggiunto comincia un’altra fase: lo scopo culturale

Per raggiungere la prima meta intervengono la natura e l’educazione, che sono invece di scarso o nessun aiuto per attuare il secondo.
Eppure predomina spesso un’ambizione sbagliata, secondo la quale i vecchi dovrebbero essere come i giovani, o perlomeno cercare di imitarli, anche se sono intimamente persuasi della vanità della cosa. 

Per molte persone il passaggio dalla fase naturale alla fase culturale è quindi estremamente difficile e amaro. Si aggrappano all’illusione della giovinezza o ai figli, nel tentativo di salvare ancora un brandello di gioventù. 

È un atteggiamento rintracciabile specialmente nelle madri, che vedono esclusivamente nei figli il senso della loro vita e credono di precipitare nel nulla più totale quando devono rinunciare ai figli. 

Non c’è quindi da stupire se molte difficili nevrosi subentrano proprio all’inizio dell’età matura. È una specie di seconda pubertà, un secondo periodo di Sturm und Drang, spesso accompagnato da tutte le tempeste della passione ("l'età pericolosa"). 

Ma i problemi che affiorano in questa fase della vita non possono più essere risolti in base alle vecchie ricette: sull’orologio della vita non possiamo spostare indietro le lancette. Ciò che il giovane ha trovato e doveva trovare al di fuori, l’uomo maturo lo deve trovare dentro di sé.