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24 agosto 2022

La Chiesa di San Francesco di Ascoli Piceno



La bellissima Piazza del Popolo
nel cuore della città,
 è una delle attrazioni 
di maggior rilievo 
di Ascoli Piceno.
Ed è lì 
lchiesa di San Francesco
come sfondo sul lato nord.
Interamente costruita in travertino 
è una delle chiese francescane,
in stile romanico gotico,
più rappresentative delle Marche

La chiesa nasce 
per ricordare la visita 
di San Francesco d’Assisi 
ad Ascoli Piceno nell’anno 1215
 e del santo ne conserva il nome,
pur essendo stata
dedicata e consacrata
a San Giovanni Battista,
il 24 giugno 1371.


Il Papa Alessandro IV inviò, nel 1258, la prima pietra da lui benedetta ma per sopravvenute difficoltà e contrasti  la costruzione iniziò solo nel 1262.

La facciata principale della chiesa di San Francesco si apre su via del Trivio, con coronamento orizzontale e presenta tre portali gotici, di vago carattere veneziano, di cui quello centrale potrebbe essere cronologicamente collocato nella seconda metà del Trecento.
Dei tre è quello maggiormente interessante per la sua monumentalità e perché finemente decorato.
Sulla sommità dell'arco è posto l'agnello simbolo dei lanari ascolani che contribuirono alle spese per la costruzione della chiesa. 


L'affresco cinquecentesco 
della lunetta, 
rimaneggiato nell'Ottocento,
 raffigura san Giovanni Battista,
 la Madonna e san Francesco.


I due portali laterali 
sono più semplici 
e, come quello centrale,
sono opera di artisti veneto-emiliani
 del sec. XIV.



Le 2 torri esagonali 
sono del Quattrocento.
Nella torre che si affaccia 
su Piazza del Popolo 
sono collocate 3 campane.


Al di sopra del portale laterale gotico, sempre su Piazza del Popolo, venne aggiunto, nel 1506-10, il monumento a Papa Giulio II. 


Sullo stesso fianco, 
vi sono l'Edicola barocca 
e la Loggia dei Mercanti.


L'Edicola baroccarealizzata da Silvio Giosafatti, fu costruita nel 1639 e dedicata alla Madonna di Reggio.


La Loggia dei Mercanti 
è una costruzione 
terminata nel 1514.
 Ha 5 arcate
poggiate su colonne corinzie
sormontate da capitelli, 
e fu commissionata 
dalla potente e ricca
 "Corporazione della Lana
come spazio espositivo 
per i loro manufatti. 


La Chiesa è al centro
di un complesso monumentale 
che comprende anche 
due chiostri: 
il Chiostro Maggiore 
e il Chiostro Minore
Il Maggiore, 
detto “Piazza della Verdura” 
per il mercato 
che vi si tiene ogni giorno.
Si caratterizza per venti arcate
a tutto sesto su colonne corinzie.
Al centro è collocato 
un bel pozzo gotico 
di forma ottagonale.


La chiesa, del tipo ad Hallenkirche
si sviluppa 
con pianta rettangolare
 a croce latina
lunga 61,03 metri 
per una larghezza di 22,53.
 In tre navate
suddivise 
da dieci pilastri ottagonali
privi di capitelli, che sorreggono degli archi caratterizzati
 da una forma intermedia 
tra la tipologia romanica 
a quella gotica,
 e volte 
in stile romanico.


La zona presbiteriale è conclusa da tre absidi molto slanciate di cui la centrale sormontata da cupola.


L'abside,
 con le tre cappelle
 in entrambi i lati 
ha sopra ampi 
matronei.
Vennero costruite
negli anni 1443 -1451.

Cappella della SS. Eucarestia 
con Tabernacolo gotico
finemente lavorato

Cappella di Santa Rita 

Cappella di San Francesco 

Cappella della Sacra Famiglia 

Cappella dell'Immacolata 

Cappella del Sacro Cuore di Gesù
con l'urna del Beato Corrado Miliani 


Sono dodici i finestroni
ai lati delle navate
e sono dodici nelle cappelle.
Essi esprimono la ricchezza
decorativa del gusto gotico.
Le vetrate
sono lavori di scuola
contemporanea
e rappresentano figure
bibliche e francescane.



Addossato al quarto pilastro,
della navata di sinistra,
si affaccia
un pulpito in travertino
realizzato, tra il 1605 ed il 1607,
da Antonio e Ventura Giosafatti
su commissione
di Giovanni Ciannavei.


Il coro e i confessionali,
in stile gotico,
sono stati realizzati
negli anni 1852-1858
su disegni dell’ing. arch.
Luigi Mazzoni.



Sulla parete della navata di destra 
si trova il monumento funebre 
per la contessa 
Costanza Cavina Saladini
disegnato da Ignazio Cantalamessa, 
eseguito nel 1837, 
che presenta statue e bassorilievi 
realizzati da Emidio Paci.

Nicchia con affresco
 di San Giuseppe da Copertino,
invocato da molti studenti
prima degli esami

Sulla sinistra, 
all’inizio della navata, 
una nicchia conserva
 un prezioso crocifisso ligneo, 
ritenuto miracoloso 
perché rimasto intatto 
dopo che l'incendio del 1535  
danneggiò Palazzo dei Capitani, 
sua precedente collocazione, 
 durante il suo trasferimento 
verso la chiesa di San Francesco 
versò Sangue dal Costato, 
per questo è considerato miracoloso.


Nella parte centrale 
della navata sinistra 
si trova il monumento funebre 
in marmo dei coniugi Mazzoni
realizzato nel 1867.


Edicola
di Sant'Antonio da Padova

Al termine della medesima navata
si trova la lapide
al mecenate ascolano 
Giovanni Vincenzo Cataldi.
Benefattore dei Frati Minori 
 contribuì 
ai lavori della Chiesa 
e al primo Chiostro.




L'ultimo intervento strutturale sulla chiesa fu la costruzione della cupola, che avvenne tra il 1547 ed il 1549
Al XVII secolo risale, infine, il coronamento superiore della facciata principale su via del Trivio.
Durante il 1700 furono eseguite trasformazioni nell’interno con sovrastrutture in stile barocco.


Negli anni 1852-1858 fu affrontata l’opera del ripristino della forma originaria, e compiuta la riparazione della cupola e dei tetti.


Nel 1978, completato poi nel 1981, fu installato un importante organo composto di 44 registri, 2725 canne e 3 tastiere, opera della ditta Giovanni Tamburini di Crema.

Successivi lavori di ripristino 
(1960-70)
 hanno ridato splendore
 a questo monumento nazionale.

Particolare del quadro
 della Via Crucis
in travertino 
a cornice gotica 

Nella sagrestia si trovano vari dipinti
 tra cui alcuni di Cola dell'Amatrice, 
Nicola Monti e Biagio Miniera,
armadi settecenteschi
e un reliquiario cruciforme
 in rame sbalzato del Trecento
donato da Niccolò IV ai francescani.

Molti furono i personaggi illustri
che onorarono questo luogo: 
Fra Girolamo Masci
poi papa Niccolò IV,
 il Beato Corrado Miliani, 
papa SistoV, 
papa Clemente XIV ...


La chiesa, nel suo aspetto 
solenne e austero
trasmette dalle mura 
un passato che affascina.
La maestosità e l'essenzialità
in travertino 
avvolgono in un silenzio
particolare che concilia
alla preghiera.

Sempre le testimonianze
 del passato
catturano ed emozionano.