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31 marzo 2026

Lo stile è


Lo stile è una risposta a tutto. 
Un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso, 
fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
La corrida può essere arte.
Boxare può essere arte.
Amare può essere arte. 
Aprire una scatola di sardine può essere arte.
Non molti hanno stile.
Non molti possono mantenere lo stile.
Ho visto cani con più stile degli uomini,  sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.
Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile. Alcune persone ti insegnano lo stile. Giovanna d’Arco aveva stile.
Giovanni il Battista. Gesù. 
Socrate. Cesare. García Lorca.
In prigione ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dal bagno
nuda senza vedermi.

Charles Bukowski


28 marzo 2026

Dal ringraziamento degli Irochesi

Quando la terra fu creata con tutti i suoi esseri viventi, l'intenzione del Creatore non era di renderla vivibile solo agli uomini. Siamo stati messi al mondo insieme ai nostri fratelli e sorelle, con quelli che hanno quattro zampe, con quelli che volano e con quelli che nuotano. Tutte queste forme di vita, anche il più piccolo filo d'erba e il più grosso degli alberi, formano con noi una grande famiglia. Tutti noi siamo fratelli e ugualmente importanti in questa terra.


24 marzo 2026

Appoggiare la mano su un albero


La maggior parte delle persone
 non immagina 
quanto possa essere potente 
un gesto tanto semplice 
quanto dimenticato: 
appoggiare la mano su un albero.

🌿🌳🌿

🌳Non si tratta di magia, ma di connessione. Un contatto diretto con qualcosa che ci appartiene da sempre. Quando tocchi un tronco vivo o cammini a piedi nudi sulla terra, il tuo corpo si sintonizza con la frequenza originaria del pianeta. È come se tutta la tensione, i pensieri affollati, la stanchezza si dissolvessero lentamente, lasciando spazio a un silenzioso equilibrio. Ti riallinei con quel battito profondo che, anche se non si sente, ti tiene vivo.

🌳E la scienza lo conferma: bastano appena 15 minuti immersi nella natura per abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e attivare il sistema nervoso parasimpatico, quello che ci fa respirare più piano, più profondamente, come se finalmente potessimo concederci un respiro pieno.

🌳Gli alberi, poi, fanno molto di più di offrirci ombra. Rilasciano i fitoncidi, minuscole particelle invisibili che rafforzano il sistema immunitario e migliorano l’umore. Non è un caso se, dopo una camminata nel bosco, ci sentiamo più leggeri, più lucidi, più vivi.

🌳Toccare un albero è un piccolo atto di presenza. Significa sentire la sua corteccia sotto le dita, percepirne la temperatura, ascoltare il sussurro delle foglie mosse dal vento. In quell’istante non esiste passato, non esiste futuro. Esisti solo tu, e la vita che ti attraversa.

🌳Perché a volte, la terapia più efficace non si trova dietro uno schermo, ma sotto una chioma verde. E bastano 15 minuti per ricordarti che non sei mai stato davvero separato dal mondo. 

🌳Forse è proprio la natura, silenziosa e generosa, a saperci curare meglio di chiunque altro. Bisogna solo imparare ad ascoltarla.

Dal web

 Un abbraccio speciale...


20 marzo 2026

"Fammi essere ancora figlio" di Gabriele Corsi

 

Fammi essere ancora figlio.
Solo una volta. Una volta sola.
Poi ti lascio andare.
Ma per una volta, ancora, fammi sentire sicuro.
Proteggimi dal mondo.
Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
Guida tu. Che io sono triste e stanco.
Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
Metti la musica che ti piace.
Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
Fammi essere piccolo.
Pensa tu per me.
Decidi tu per me.
Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
Raccontami storie.
E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare.
Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
Abbracciami forte come dopo un gol.
Dormi ancora, come hai fatto, per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
Rassicurami.
Carezzami la testa.
Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
Ma io non voglio.
Non ora.
Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
Non andare, papà.
Ti prego.
Fammi essere ancora figlio.
Fammi essere per sempre tuo figlio.

    Dedicata al mio papà 
che è in cielo...


19 marzo 2026

Tu sei grande papà


Tu sei grande papà.
Sei la roccia che mi protegge
da pericoli e sbagli.
Seppur brontolando
ti fai tenero
cedendo a richieste insistenti
rubandomi quella promessa:
"Sii uomo, onestà e rispetto."
A volte ad assurde pretese
con tono arrabbiato 
sentenzi i tuoi no.
E poi ti fai dolce
e mi abbracci
io oggi più alto di te.
Quel ricordo lontano
quando mi cullavi
io piccolino
togliendoti il sonno.
Lo vedi papà
sono un uomo oramai.
Sono i tuoi occhi
che porto nel cuore
quel tuo sguardo
pieno d'amore per me.
Per noi.
Quando abbracci la mamma
non sai quanta gioia mi dai.
Ti voglio bene papà.

🤍


17 marzo 2026

I kiss you good night


Every night...

 Before I fall asleep
I think of you 
and 
I kiss you goodnight!



16 marzo 2026

In rosa e in verde

 
Se proprio la gente 
vuole fare la guerra, 
che faccia una guerra a colori, 
e dipinga di notte 
le città degli altri 
in rosa e in verde.

Yoko Ono


15 marzo 2026

Preghierina all'angelo custode


"Angioletto del Signore 
che mi guardi in tutte le ore,
Angioletto del buon Dio 
fa che cresca buono e pio;
sui miei passi regna tu, 
Angioletto di Gesù."

🩷


13 marzo 2026

I am that little robin

 I am that little robin
That sits upon a tree
I sing to you each morning
But you don't know it's me

I am that little robin
In your garden everyday
I will never leave you
I will never fly away 

John F. Connor



10 marzo 2026

A pezzi

Falli a pezzi i ricordi.
Distruggili
fino a perderne le tracce.
Non deve restare niente.
Niente più niente
di quanto ti ha fatto soffrire.

Falli a pezzi i pensieri
quando martellano la mente.
Ribelli e fagocitanti
ogni logica e pensiero vitale.

Falli a pezzi le persone.
Di quelle malvagie.
Annienta il loro esistere.
Non deve restare segno
della loro disumana crudeltà.

Falli a pezzi le parole.
Le più spietate e taglienti.
Che le porti via il vento
insieme a ricordi
pensieri e persone.
Altrove lontano
laddove non feriscono più.

🌬


9 marzo 2026

La famiglia nel bosco

Un fatto di cronaca, tutto italiano, sta avendo una particolare risonanza sui vari social e media, innescando una diatriba tra pro-famiglia e pro-istituzioni.

A Palmoli, in provincia di Chieti, in un casolare rurale isolato, vive una coppia (Catherine, australiana, ex istruttrice di equitazione, e Nathan, britannico, ex chef), con i loro tre figli (due gemelli di sei anni e una figlia maggiore di otto anni) che è stata denominata dai media "la famiglia nel bosco".
Storia che coinvolge il tribunale per i minori dell’Aquila e che ha catalizzato l’attenzione dei media nazionali e politica.

Questa coppia ha deciso di lasciare la vita tradizionale per una scelta di vita naturale. Vivere l'isolamento volontario in armonia con la natura, lontano dalle strutture convenzionali e educare i figli a casa (istruzione parentale).
Ma quando hanno rifiutato gli allacci di acqua, elettricità e gas, la coppia si è scontrata con i servizi sociali, con conseguente intervento giudiziario per il benessere dei minori (settembre 2024).


🌳Ecco, esistono molte verità ma quasi tutte sono discutibili. 
Dipendono da dove guardiamo il mondo.
C’è chi cresce nella giungla, lontano da scuole, regole e sistemi. E c’è chi cresce qui al caldo, istruito, perfettamente inserito nella società.
Ma chi è davvero più sereno? Chi è più libero? Chi vive meglio?

A volte lo sentiamo anche noi, il desiderio di scappare lontano, su un’isola, da qualche parte dove la vita appare più semplice, piu nostra, forse più vera.
Forse tutto è relativo. 
Forse la libertà non è un luogo, ma uno sguardo, una prospettiva.

E allora resta il dubbio piu grande: in questo mondo esiste davvero qualcosa di giusto?
Oppure la vera libertà è soltanto quella che immaginiamo? 
Oppure stiamo tutti semplicemente imparando a vivere dentro i confini che altri hanno tracciato per noi?

L’unico errore di questa coppia è stato, forse, quello di scegliere il nostro Paese, o altri simili, per provare a vivere fuori dal sistema… dentro il sistema.


8 marzo 2026

8 marzo


Ogni parola è superflua quando la donna non è considerata come tale e quando non è rispettata per ciò che è.
Le parole non servono più se manca il riconoscimento della dignità e dell'identità.

Allo stesso modo le parole diventano inutili quando una donna non è fedele al significato e alla grandezza del suo nome. Ogni discorso perde valore quando non incarna ciò che quel nome dovrebbe rappresentare.

💛


7 marzo 2026

Ho bisogno...


"Ho bisogno 
di alleggerire le spalle.
Perché è da troppo tempo 
che sono cariche di pesi 
che non ho voluto 
e non ho chiesto.
E poi sotto ci sono le mie ali. 
Ci sono io, 
che ho bisogno di volare."

Alda Merini


6 marzo 2026

Le mie orchidee fiorite

Sono le mie piccole piantine di orchidee, nelle varietà più comuni. Non sono tra le più rare e più belle ma per me sono preziose e importanti.
Essere rifiorite, dopo mesi a riposo, sono un regalo grande. Acqua, luce... e tanto, tanto amore durante l'attesa.





3 marzo 2026

L’amore veniva di rado e a fatica

"L’amore veniva di rado e a fatica. Quando veniva, di solito, era per le ragioni sbagliate. Ci si stancava semplicemente di trattenere l’amore e lo si lasciava andare perché aveva bisogno di andare da qualche parte. Era allora, di solito, che cominciavano i guai."

Charles Bukowski




2 marzo 2026

Festival di Sanremo 2026

Si è concluso anche quest’anno il Festival di Sanremo, appuntamento immancabile del panorama culturale e televisivo italiano. Prima, durante e dopo la manifestazione, il dibattito si è acceso puntualmente tra entusiasmi, critiche e inevitabili confronti attorno alla nostra "Lauretta", simbolo ormai consolidato della tradizione musicale nazionale.

Abbiamo ascoltato brani destinati forse a lasciare poche tracce, attraversato momenti televisivi dilatati, alternando sbadigli e rari slanci di entusiasmo. Non sono mancate le discussioni sugli outfit, sul predominio del nero, quasi specchio inconsapevole di un clima generale che sembra aver smarrito leggerezza e colore.

Eppure la sensazione dominante resta quella di un'edizione complessivamente sottotono. Le aspettative, ogni anno altissime, finiscono inevitabilmente per scontrarsi con una realtà più ordinaria. Anche la proclamazione del vincitore assume un valore relativo: raramente coincide con il sentimento collettivo e, col tempo, perde centralità rispetto al racconto mediatico che circonda l’evento.

Viene allora spontaneo interrogarsi: è il Festival ad apparire oggi prevedibile, prigioniero della propria storia, oppure siamo noi spettatori a guardarlo con uno sguardo diverso, più disincantato? Forse il giudizio severo non nasce tanto dallo spettacolo in sé, quanto da una stanchezza diffusa, da un’inquietudine che attraversa il nostro tempo.

Il contrasto tra mondi opposti, lusso e intrattenimento da un lato, conflitti e sofferenze dall’altro, entra quotidianamente nelle nostre case attraverso i social media, modificando la percezione stessa degli eventi leggeri. In questo contesto, anche un rituale popolare come Sanremo finisce per riflettere un disagio più ampio.

Forse il punto non è stabilire se il Festival sia cambiato o meno, ma riconoscere che è cambiato il nostro modo di guardarlo. E che, oggi più che mai, il bisogno di serenità e significato sembra richiedere qualcosa che vada oltre lo spettacolo.

1951
Prima edizione del Festival


27 febbraio 2026

A questo mondo


 E va da sé
un pensiero
a questo mondo
bistrattato
e soffocato.
A questo mondo
che grida aiuto
all'umanità
che appare sorda
egocentrica
e indifferente.
Questo mondo
prezioso dono
purtroppo
per un'umanità
ingrata.

🌍


24 febbraio 2026

È il momento in cui comprendiamo...


Una delle ferite emotive più sottili nasce quando proiettiamo sugli altri il nostro stesso modo di amare, di pensare, di sentire. È una dolce illusione ma ingannevole.
Credere che gli altri ci restituiranno ciò che noi saremmo pronti a dare, che reagiranno come reagiremmo noi, che avranno i nostri stessi gesti, la nostra stessa cura, la nostra stessa profondità.

Non sono gli altri a tradirci ma la nostra immagine idealizzata di loro che si sgretola sotto il peso della realtà.
Ci delude ciò che noi stessi avevamo inconsciamente costruito, non ciò che l’altro ha scelto di essere.
Attribuiamo agli altri le nostre stesse virtù, aspettandoci coerenza, empatia, sensibilità, come se l’altro fosse un riflesso del nostro stesso specchio interiore.

E quando quel riflesso si spezza, ci sentiamo abbandonati, fraintesi, feriti.
Ma in verità, ciò che si rompe non è il legame, ma l’illusione che l’aveva avvolto.
La delusione, allora, non è un torto subito ma il disvelarsi di ciò che non è mai stato.
È il risveglio da un sogno che ci eravamo raccontati.

È il momento in cui comprendiamo che amare davvero non significa aspettarsi che l’altro sia come noi, ma accettarlo per ciò che è, nella sua diversità, nella sua imperfezione, nei suoi limiti.
È imparare a vedere l’altro nella sua verità, oltre le nostre proiezioni.
Solo allora possiamo liberarci dal peso delle aspettative e vedere le persone per ciò che sono, non per ciò che avremmo voluto che fossero.

Liberati Giuseppina
Psicologo

23 febbraio 2026

Era là

"Era là senza foglie 
né corteccia 
ma era felice:
custodiva un nido."

Angelo Branduarti



21 febbraio 2026

Se il bambino...


▫️Se il bambino vive nella critica
impara a condannare.

▫️Se vive nell’ostilità
impara ad aggredire.

▫️Se vive nell’ironia
impara la timidezza.

▫️Se vive nella vergogna,
impara a sentirsi colpevole.

▫️Se vive nella tolleranza,
impara ad essere paziente.

▫️Se vive nell’incoraggiamento,
impara la fiducia.

▫️Se vive nella lealtà
impara la giustizia.

▫️Se vive nella disponibilità
impara ad avere fede.

▫️Se vive nell’approvazione
impara ad accettarsi.

▫️Se vive nell’accettazione e nell’amicizia,
impara a trovare l’amore nel mondo.

Dorothy Law Nolte


18 febbraio 2026

Nulla è in regalo


Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L’inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.
La protesta contro di esso
la chiamiamo anima.
E questa è l’unica voce
che manca nell’inventario.

Wisława Szymborska


14 febbraio 2026

Io voglio lui


Quando sono triste, è con lui che voglio stare.
Quando l’ansia mi stringe il petto, è la sua voce che mi riporta alla calma.
Quando mi ammalo, si prende cura di me come nessun altro saprebbe fare.

Quando succede qualcosa di bello, è lui il primo a saperlo.
E quando ho pettegolezzi da raccontare… sì, è sempre lui il primo a sentirli!

È il mio migliore amico.
Il mio rifugio. La mia casa.
Il mio sorriso nei giorni duri, il mio complice in quelli sereni.
Con lui condivido tutto: pensieri, sogni, paure, progetti.

E se sei una di quelle donne che passa il tempo a sminuire l’uomo che la ama…
Ti dirò la verità: non ti capirò mai.

Perché io non voglio "un uomo" al mio fianco.
Io voglio LUI.

Con le sue manie, i suoi silenzi, la sua forza silenziosa.
Con il modo in cui mi guarda quando penso di non valere nulla,
e mi ricorda chi sono, senza dire una parola.

Avere accanto un uomo che ama davvero,
che protegge senza soffocare,
che ascolta senza giudicare,
che resta, sempre…
è un dono che non si maltratta, non si ignora, non si dà per scontato.

Io non ho solo un marito.
Ho l’amore della mia vita.
E di questo, sarò grata ogni giorno.

Dal web


10 febbraio 2026

Credere in Dio


"Né la Scienza né la Logica 
permettono di concludere 
che Dio non esiste. 
Nessun ateo può quindi illudersi 
di essere più logico e più scientifico 
di colui che crede. 
Chi sceglie l’Ateismo 
fa quindi un atto di Fede: 
nel nulla. 
Credere in Dio
 è più logico e più scientifico 
che credere nel nulla."

Antonino Zichichi
Fisico e divulgatore scientifico 

Trapani - 15 ottobre 1929
9 febbraio 2026


7 febbraio 2026

Perché ciò che trattiene un uomo...


Ci sono donne bellissime, bravissime a letto, che cucinano da sogno, eppure... sono state comunque lasciate. 
Perché ciò che trattiene un uomo non è quello che pensi.
 
Una buona cena non lo tiene.
Se fosse così, tutte le chef sarebbero sposate.

I figli non lo fermano.
Se bastassero, nessuno lascerebbe mai la propria famiglia.

Il sesso non lo lega.
Se lo facesse, tutte le escort avrebbero un matrimonio felice.

Neanche la magia funziona.
Se davvero bastasse una candela, non servirebbe comprarne un’altra.

Il fisico non lo trattiene.
Se lo facesse, non tradirebbe con qualcuna completamente diversa da te.

Perché alla fine…

Chi vuole restare, non ha bisogno di catene.
E chi vuole andarsene, non c’è forza che lo trattenga. Se devi fare mille sforzi per non farlo scappare, non è più amore… è paura.

Il vero amore non si trattiene.
Si sceglie. Si cura. Rimane da solo.
E se non rimane da solo… meglio che vada.

Dal web


4 febbraio 2026

Sei


 Quel tuo sorridere
alla vita
fin dal mattino
nel corso del giorno
e ancora la sera
in modo più caldo
e profondo
insieme ad un bacio.
Nonostante le avversità
i momenti bui
le piccole e grandi pene
tu regali sorrisi.
Sei un giorno di sole
un arcobaleno
una dolce nota
un profumo.
Sorride sempre
il tuo cuore
ovunque tu vada.
Sei amore
ottimismo
dolcezza e bontà. 
Sei unica e rara. 
Sei preziosa per me.

💛

1 febbraio 2026

Sì, davvero


"E alla fine, credo che non sia necessario fare nulla per essere amati.
Passiamo la vita cercando di sembrare più belli, più intelligenti. Ma ho capito due cose. Coloro che ci amano ci vedono con il loro cuore e ci attribuiscono qualità al di là di quelle che abbiamo davvero. E coloro che non vogliono amarci non saranno mai soddisfatti di tutti i nostri sforzi.
Sì, davvero.
Credo che sia importante lasciare in pace le nostre imperfezioni. Sono preziose per comprendere coloro che ci vedono con il cuore."

Frida Kahlo


28 gennaio 2026

Solo i poeti ritornano nel luogo dove non hanno mai vissuto

Solo i poeti ritornano nel luogo dove non hanno mai vissuto

Io, poeta, cammino tra rovine che non ho mai toccato,
parlo con voci che il tempo ha sepolto
e sogno città di pietra mai viste
che mi chiamano per nome.

Non ho casa, se non in un ricordo inventato,
non ho terra, se non quella che le parole
hanno sparso come semi nel vento.
Eppure ritorno, sempre ritorno,
là dove il silenzio ha la forma del mio respiro.

C’è un paese che non conosco
e che pure mi abita da sempre.
Ha il sapore dell’acqua di pozzo
che mia madre non mi ha mai dato,
il profilo delle colline
che mio padre ha solo raccontato sottovoce.

Io ritorno nei gesti che non ho vissuto,
nei nomi mai incisi sul mio passaporto,
nelle stanze che sognavo da bambino
quando il mondo era una mappa di nostalgia.

Perché solo i poeti
ritornano nel luogo dove non hanno mai vissuto.
E lì, tra l’ombra e la promessa,
ricompongono se stessi
con la materia fragile dei sogni.

Giuseppe José Russotti


26 gennaio 2026

Diana Frances Spencer, Principessa del Galles


Il 31 agosto 1997 ci lascia Diana Frances Spencer, conosciuta anche come Lady Diana o Lady D.
Se ne va, a 36 anni, sotto qli occhi dei paparazzi che la stavano rincorrendo, in una notte di fine estate con il suo compagno Dodi Al-Fayed, dopo un terribile incidente stradale nella qalleria de l'Alma, a Parigi.
Lascia due figli ancora adolescenti, William e Henry, parenti, amici e un popolo intero a piangere per quella morte tragica e improvvisa.

.
Nata a Sandringham il 1º luglio 1961. A 20 anni diviene la consorte di Carlo d'Inghilterra, l'erede al trono, ma quello che doveva essere una favola si rivela essere invece un'esistenza tormentata.
Lei,  troppo giovane e timida non è sicuramente pronta per le regole e i doveri di corte, a lei troppo stretti.
Ma non è questo il punto. 
Carlo, ha un'amante: Camilla Shand, coniugata Parker Bowles. Il principe Carlo non smette mai di frequentare Camilla, che lui considera il suo grande amore. 
Diana non può più tornare indietro. È dentro una bolla che la imprigiona; l'etichetta di corte non le permette di ribellarsi anche se stanno fagocitando la sua dignità di donna, di moglie, di madre e di principessa.
La sofferenza la porta alla depressione, alla bulimia ma poi trova la forza di sollevarsi, di reagire, di dissentire, fino ad arrivare al divorzio.


Finalmente libera, si dedica a numerosi impegni sociali, occupandosi di temi caldi, dalla lebbra, all'AIDS, fino alle mine antiuomo. 
Nella memoria di tutti rimane il ricordo di una donna straordinaria, una donna dall'animo buono, dal profondo altruismo e compassione verso i meno fortunati. 
Rompe così i protocolli reali con la naturalezza che la contraddistingue e, pur appartenenti a mondi diversi, ha con Madre Teresa di Calcutta un forte legame spirituale e condividono un'attenzione profonda nel donare amore e aiuto per i sofferenti, i poveri... gli ultimi.


La ricordiamo come la "principessa del popolo". Icona di stile, bella, elegante. 
Vulnerabile ma allo stesso tempo coraggiosa,  la sua tragica e prematura scomparsa ha consolidato il suo mito come una delle donne più amate del XX secolo.
Scorre ancora un brivido nell'ascolto di "Candle in the Wind", il brano che Elton John le ha dedicato. Le note tristi che la salutavano, insieme alla moltitudine di persone, rendevano ancora più straziante il suo funerale.


23 gennaio 2026

"Seconda pubertà" di Carl Gustav Jung


È un grosso errore supporre che il significato della vita si esaurisca con la giovinezza e con la fase di espansione, che una donna per esempio sia "finita" quando sopraggiunge la menopausa. Il meriggio della vita umana è ricco di significati quanto il mattino; ma sono significati e prospettive completamente diversi. 

L'uomo ha un duplice scopo: il primo è lo scopo naturale, la procreazione e i vari compiti di protezione della prole, che implicano il procacciarsi un guadagno e la posizione sociale. Quando questo scopo è stato raggiunto comincia un’altra fase: lo scopo culturale

Per raggiungere la prima meta intervengono la natura e l’educazione, che sono invece di scarso o nessun aiuto per attuare il secondo.
Eppure predomina spesso un’ambizione sbagliata, secondo la quale i vecchi dovrebbero essere come i giovani, o perlomeno cercare di imitarli, anche se sono intimamente persuasi della vanità della cosa. 

Per molte persone il passaggio dalla fase naturale alla fase culturale è quindi estremamente difficile e amaro. Si aggrappano all’illusione della giovinezza o ai figli, nel tentativo di salvare ancora un brandello di gioventù. 

È un atteggiamento rintracciabile specialmente nelle madri, che vedono esclusivamente nei figli il senso della loro vita e credono di precipitare nel nulla più totale quando devono rinunciare ai figli. 

Non c’è quindi da stupire se molte difficili nevrosi subentrano proprio all’inizio dell’età matura. È una specie di seconda pubertà, un secondo periodo di Sturm und Drang, spesso accompagnato da tutte le tempeste della passione ("l'età pericolosa"). 

Ma i problemi che affiorano in questa fase della vita non possono più essere risolti in base alle vecchie ricette: sull’orologio della vita non possiamo spostare indietro le lancette. Ciò che il giovane ha trovato e doveva trovare al di fuori, l’uomo maturo lo deve trovare dentro di sé.